Addio Gabriele Aiazzi, grande tennista

Se ne è andato Gabriele Aiazzi, 61 anni, spento da un male incurabile all’età di 61 anni. Imprenditore, una moglie, due figlie, è stato soprattutto un grande tennista, forse il più grande che Poggibonsi abbia avuto.

Il maestro Paolo Bencini (al centro con la racchetta) con un gruppo di soci ed allievi tra quali Gabriele Aiazzi in piedi alla sinistra di Bencini (foto Tennis Club Poggibonsi)

A esprimere il dolore è tutto il Tennis Club Poggibonsi. Ed anche il ricordo che di Aiazzi scrive Paolo Bencini, che ne era stato allenatore.

«Non ci sono parole per descrivere il nostro dolore. Le più sentite condoglianze alla famiglia ed agli amici più stretti. Riposa in pace Gabriele», scrivono i Soci ed il Consiglio Direttivo del TC Poggibonsi.

Questa invece, la lettera di Paolo Bencini

“Gabriele Aiazzi è stato uno dei soci più attivi e benvoluti per aver “animato” il Club dagli anni ’70 fino agli inizi del terzo millennio. Pertanto è difficile trovare le parole per esprimere il rammarico e la costernazione, per tutti noi del Tennis poggibonsese, dopo aver appreso la notizia della sua prematura scomparsa.

Aveva iniziato l’attività tennistica a circa 12 anni, rivelando subito ottime doti specifiche per questa nostra disciplina e riuscendo, in breve tempo ad imporsi, non solo nei numerosi tornei sociali, ma anche in campo provinciale e regionale.

Addirittura, nel 1990, con il C. T. Firenze aveva raggiunto l’apice della sua carriera tennistica laureandosi Campione Nazionale in Coppa Italia.

Per una vocazione mistica si definiva “ Soldato di Cristo” ed evitava di mettere in evidenza le innumerevoli vittorie e i numerosissimi trofei vinti in varie città d’Italia.

Anche per il suo carattere così schivo, e al tempo stesso scherzoso ed affabile, lascia un gran vuoto in tutti noi e lo ricorderemo con affetto negli anni a venire.

Mi sia permesso un apprezzamento personale su Gabriele che io stimavo moltissimo anche fuori dal campo ed ero da lui stimato sia come insegnante alla Scuola Media Marmocchi, sia per avergli “propinato” i primi rudimenti di questo sport meraviglioso che, con le sue doti personali di coordinazione motoria, Gabriele ha poi ampiamente e sapientemente migliorato fino a raggiungere i traguardi sopra descritti.

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