Riflessioni

La riflessione di Silvio Ciappi, criminologo, sui delitti che hanno come vittime le donne.
«È una violenza muta silenziosa, difficilmente narrabile. Le donne corrono il rischio di trovarsi sole. Allora, per mantenere l’unità famigliare si avvolge tutto nel silenzio. E si tace». Spiega così, Silvio Ciappi psicoterapeuta e criminologo, il perché le donne non denunciano abusi e violenze.
«Gli episodi avvengono più in famiglia o all’interno di una relazione di coppia che fuori, in quei luoghi e all’interno di quei legami che si  pensa essere sicuri». Per Ciappi il dato sui cui riflettere «è sì, il numero di denunce in aumento, ma anche quello alto, oscuro, dei casi non denunciati. Tuttavia oggi c’è maggior presa di coscienza grazie a centri che consentono una fuoriuscita graduale dal sistema familiare». Alla base del comportamento maschile c’è «il fattore culturale, machista e maschilista: la donna deve sottostare all’autorità dell’uomo».
Ma anche «il fattore psicologico, la voglia di sopraffazione, di riscatto da una condizione di umiliazione. L’uomo si fa carnefice di fronte alle qualità della donna». Drammatico è il comportamento dei figli. «Reagiscono attraverso l’abbassamento delle performance scolastiche per arrivare a perdita di autostima e depressione».
In questo quadro di rapporti, i bambini «hanno paura della perdita del genitore. Per questo è importante parlarne e cercare persone di riferimento, persone empatiche non giudicanti, luoghi e basi sicure».

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