27 Giugno 2026

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San Casciano: successo per "Chef senza frontiere" al Parco Dante Tacci

San Casciano: successo per "Chef senza frontiere" al Parco Dante Tacci

Il viaggio nei sapori e nei profumi del mondo, ideato e realizzato dal Progetto Sai in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, ha decretato il trionfo dei maestri e delle maestre di cucina della squadra blu, distanziando di una manciata di punti la formazione avversaria, la squadra rossa. Il menù, abilmente preparato nell’ambito dell’iniziativa “Chef senza frontiere”, che si è tenuta alcune sere fa nell’area del Parco Dante Tacci di San Casciano, ha portato sul tavolo della giuria tecnica e popolare i cavalli di battaglia di alcune nazionalità internazionali, tra Africa, Asia e Europa.

       

Sono stati particolarmente apprezzati il cous cous, piatto forte dell’Algeria, il riso fritto, specialità dello Sri Lanka e il vereguny, dessert tipico dell’Ucraina. La sfida ai fornelli, che ha visto protagonisti, nonché concorrenti della contesa culinaria gli ospiti del Progetto Sai, i rappresentanti del Comitato Selma 2.0 insieme ai giovani della Consulta di San Casciano, coordinati dalla consigliera comunale delegata alle Politiche giovanili Martina Ricci, è stata caratterizzata da un clima di solidarietà e interazione tra tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa, apprezzata da più di duecento commensali riuniti sotto il tendone del Poggione.

 

   

“Siamo felici di aver registrato una partecipazione così profonda e concreta – ha dichiarato la consigliera comunale Martina Ricci – è stata una bellissima occasione di amicizia, divertimento e buona cucina, l’iniziativa ha dimostrato l’importanza della cultura del cibo come strumento culturale che unisce le persone, indipendentemente dalla loro provenienza geografica, età ed estrazione sociale, crea opportunità di condivisione e rafforza fiducia e consapevolezza nel percorso di conoscenza dell’altro, che sono elementi essenziali nella costruzione di una comunità basata sulla convivenza pacifica e l’incontro rispettoso tra le persone”. La squadra rossa ha conquistato e deliziato i palati di grandi e piccini con alcune ricette di antiche e nuove specialità etniche come la Sup dell’Afghanistan, il riso fritto della Nigeria e il Baklava della Siria.  

Ogni squadra ha preparato il suo piatto forte ed è stata valutata da una giuria tecnica, costituita tra gli altri dai sindaci Roberto Ciappi (San Casciano in Val di Pesa) e David Baroncelli (Barberino Tavarnelle), e dall’operatrice del progetto Sai Margherita Zavelle De Louvigny, oltre alla giuria popolare. Nel corso della serata, coordinata dal sindaco Ciappi, si sono alternati gli interventi di Marco Bruni, referente del Progetto SAI, Cecilia Bandini della Consulta dei Giovani, Caterina Corsi del Comitato Selma, presieduto da Sara Tozzi.

Il sindaco Roberto Ciappi ha messo l’accento sulle finalità del progetto Sai e sul ruolo attivo che può svolgere la comunità in termini di rete di solidarietà. “Mi preme ricordare che il 90 per cento circa dei giovani – ha spiegato il primo cittadino - giunge nel nostro paese senza la famiglia, sono ragazzi che partono da soli o con alcuni componenti della famiglia e altri che magari perdono durante il viaggio della speranza, esperienze drammatiche che segnano profondamente chi trova il coraggio di lasciare casa, affetti, la propria terra alla ricerca di una vita migliore. Solo il 18 per cento dei giovani  è riuscito ad arrivare con alcuni componenti della propria famiglia. Per questo motivo il ruolo della comunità diventa fondamentale nel supportare e sostenere i rifugiati e le loro famiglie per realizzare un’accoglienza di qualità, capace di creare opportunità e rendere gli ospiti autonomi e integrati nel nostro tessuto sociale, culturale ed economico”.

Il referente del progetto Sai Marco Bruni ha richiamato l’attenzione del pubblico sulla necessità di lavorare insieme uniti, compatti e coesi, sui percorsi di autonomia da attuare. “Chiedo alla nostra comunità di non lasciarci soli, - ha detto Marco Bruni - di non lasciare sole le persone bisognose e fragili che fuggono dai loro paesi, colpiti da conflitti, violenza, povertà, si mettono in viaggio rischiando la loro vita per una prospettiva che cercano altrove ed emigrano nei nostri territori, mossi dalla speranza. Sono tante le azioni che possiamo mettere in campo per tendere loro una mano a partire dal tema dell’abitare, chiedo ai cittadini e alle cittadine di aiutarci a costruire un paese più accogliente e delle relazioni più umane dove per riconoscersi basta guardarsi negli occhi”.

Una buona risposta di pubblico è arrivata anche per le altre iniziative, promosse organizzate dal Progetto Sai nei giorni che hanno celebrato la ricorrenza dedicata al rifugiatocome la proiezione del film “Apnea – Storie rimaste in fondo al mare”, alla Casa del Popolo di Greve in Chianti e le letture, i video, i laboratori creativi e la biblioteca vivente nella biblioteca comunale “Ernesto Balducci” e in piazza Matteotti a Tavarnelle.

Il progetto SAI del Comune di San Casciano in Val di Pesa, in partenariato con i Comuni di Barberino Tavarnelle e Greve in Chianti, è gestito e attuato da Coop 21 Cooperativa sociale, Misericordia di Barberino Tavarnelle e Oxfam Italia. All’iniziativa hanno collaborato Unione Polisportiva Tavarnelle, Arci, Casa del Popolo di Greve in Chianti, Di Bottega in Bottega, Limo e Tavarnelle 2.0.