08 Ottobre 2026

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Termovalorizzatore Foci

Termovalorizzatore dei Fosci, cittadini contro l’ampliamento: nasce il Comitato Ambientale

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Termovalorizzatore dei Fosci, cittadini contro l’ampliamento: nasce il Comitato Ambientale

L’ampliamento del termovalorizzatore dei Fosci diventa terreno di mobilitazione nel territorio. Per adesso sono 56 i primi firmatari di una lettera aperta che chiede di fermare, o comunque rivedere, il progetto di Siena Ambiente per una nuova linea dell’impianto di Poggibonsi e annuncia la nascita del Comitato Ambientale Val d’Elsa. L’appello arriva da cittadini di Poggibonsi, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano, Barberino Tavarnelle, Certaldo, Casole d’Elsa, Monteriggioni, Siena e Castelfiorentino.

La capacità salirebbe a 110mila tonnellate

Al centro della contestazione c’è la richiesta di autorizzazione per una nuova linea che porterebbe la capacità dell’impianto da 70mila a 110mila tonnellate annue di rifiuto indifferenziato, con un incremento di 40mila tonnellate. I promotori ricordano che la nuova linea dovrebbe sostituire le due esistenti, risalenti al 1977, e indicano nel 2031 l’ipotetica entrata in funzione, con una vita tecnica fino al 2051.

La domanda posta dai firmatari è diretta: «Tutto questo serve davvero?». Nella lettera viene richiamato il quadro regionale degli impianti di trattamento termico e sostenuto che, considerando le capacità già autorizzate, occorrerebbe prima verificare l’effettivo fabbisogno futuro di trattamento.

Differenziata, emissioni e salute

Uno dei punti centrali dell’appello riguarda la raccolta differenziata. I firmatari sostengono che il raggiungimento degli obiettivi regionali di riduzione del rifiuto destinato alla discarica e di aumento del riciclo dovrebbe portare a una diminuzione del residuo da incenerire. Da qui la richiesta di conoscere con maggiore precisione quale sarà la quantità di rifiuti effettivamente disponibile nei prossimi anni.

La lettera solleva inoltre questioni ambientali e sanitarie. Secondo i promotori, l’aumento della capacità comporterebbe maggiori emissioni e viene richiamata la richiesta dell’Azienda USL Toscana Sud-est di integrare la documentazione con uno studio sanitario. Viene inoltre indicato un possibile aumento del prelievo di acqua dal fosso della Vallicella.

Il timore per i costi e la Tari

Nel documento trova spazio anche il tema economico. I firmatari richiamano la proposta europea di inserire gli inceneritori nel sistema di scambio delle quote di CO₂ e ipotizzano possibili ripercussioni sui costi di gestione e, di conseguenza, sulla Tari. Il progetto, si legge nell’appello, prevede inizialmente una produzione esclusivamente elettrica, mentre il teleriscaldamento viene indicato come possibile sviluppo successivo.

«Prima il fabbisogno, poi gli impianti»

La proposta dei cittadini è di cambiare l’ordine delle decisioni: prima una valutazione indipendente sulla quantità di rifiuto residuo che il territorio produrrà nei prossimi anni, poi la scelta sulla capacità impiantistica necessaria. L’appello chiede inoltre investimenti sulla raccolta porta a porta, sui centri di riuso e riparazione e sulla riduzione dei rifiuti alla fonte.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 23 ottobre, alle 17.30, nella sala della Pubblica Assistenza di Poggibonsi, in via Dante 39. L’obiettivo è illustrare i documenti del progetto depositati sul portale della Regione e decidere le iniziative successive.

L’elenco dei firmatari, precisa la lettera, è ancora in aggiornamento.

 

L'ampliamento del termovalorizzatore ha registrato la posizione contraria di Rifondazione Comunista, Vivi Poggibonsi, Sinistra Italiana e Radici per i Futuro - Pd oltre a un dissenso all'interno del Pd in alcuni Comuni valdelsani. 

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