Termovalorizzatore dei Fosci, Vivi Poggibonsi: "No all'ampliamento, si punti su riciclo ed economia circolare"
Siena Ambiente ha chiesto alla Regione Toscana l’ampliamento della capacità di gestione del Termovalorizzatore dei Fosci da 70.000 a 110.000 tonnellate.
Nell’arco di poco tempo la Regione, con gli ampliamenti di Montale, Arezzo San Zeno e soprattutto Peccioli sta continuando a valorizzare un sistema di trattamento termico dei rifiuti.
Soprattutto con questa autorizzazione si arriverebbe nell’ATO Toscana Sud ha una capacità di 230.000 tonnellate complessive.
La Regione Toscana ha dichiarato la compatibilità ambientale dell’Ossicombustore di Peccioli, con un voto in Giunta che ha spaccato la maggioranza, con il voto contrario dell’Assessore di Alleanza Verdi Sinistra. Il progetto utilizza una tecnologia di ossidazione termica flameless in pressione. Rimane un trattamento termico che distrugge materia. Presentarlo come la soluzione capace di chiudere il ciclo rischia di riportare la Toscana verso la vecchia cultura dello smaltimento, anziché portarla verso un sistema nel quale il rifiuto residuo sia progressivamente ridotto.
Se si mettono insieme le capacità dei vari impianti con i loro ampliamenti si arriva a 500.000 tonnellate annue di trattamento termico o termico-ossidativo. Un’ampliamento di questo livello richiede inevitabilmente un flusso costante di materiale da trattare per molti anni.. Si produce nei fatti una dipendenza strutturale dal’esistenza stessa del rifiuto, entrando in contraddizione netta con l’obiettivo di ridurla. Questi investimenti hanno inoltre ricadute pesanti sui bilanci delle aziende e sulle tariffe di cittadini ed imprese. Investiamo in progetti alternativi no sui termovalorizzatori
Il Piano Regionale dell’economia circolare (PREC) due che altro: il 75% di raccolta differenziata e il 65% di riciclo già nel 2028, con un’ulteriore crescita fino al 2035.
Quali le motivazioni della strategia regionale? In primis ridurre i rifiuti in discarica, il 30% dei rifiuti in Toscana finisce ancora nelle discariche; l, a seconda motivazione evitare che i rifiuti vengano smaltiti fuori Regione, con costi elevati.. Si garantisce inoltre , con una ridondanza degli impianti, la capacità di gestione di eventuali fermi impianto. Si tratta poi di recuperare energia o materiali residui.
Però noi pensiamo ad un dato di realtà, cioè se si investono centinaia di milioni in impianti che hanno bisogno per funzionare di quantità necessarie di rifiuto per ammortizzare i costi di gestione, diventa molto difficile ridurre le quantità di rifiuto e raggiungere gli obiettivi di differenziata e riciclo. La realtà dimostra che sei hai un impianto lo devi usare, tutto passa in secondo piano.
Ma allora perché ampliare il termovalorizzatore di Poggibonsi ?
La Regione dovrebbe pubblicare un bilancio regionale dei flussi dei rifiuti , quanti prodotti, quanti riciclati, quanti scarti del riciclo, quanti in discarica, quanti trattati nei termovalorizzatori.
Non vediamo la necessità di questo ampliamento. E dobbiamo anche tenere conto cosa significhi sul piano delle emissioni climalteranti passare da 70.000 a 110.00 tonnellate. Per questo diciamo un netto NO all’ampliamento .
Noi crediamo si debbano valorizzare tutti i progetti di riciclo e di economia circolare , queste sono le priorità: ridurre il rifiuto in primis , valorizzare il riciclo e l’economia circolare.
Il vero progresso consiste nel trasformare i rifiuti in in risorse, nel recuperare la materia, nel responsabilizzare chi produce e nel ridurre i costi ambientali ed economici che ricadono sulla comunità. Cambiano le tecnologie e le definizioni, ma la logica resta quella dello smaltimento. Per costruire un futuro realmente sostenibile occorre il coraggio di cambiare paradigma. E’ proprio questo coraggio che non riusciamo a vedere.
Comunicato stampa Vivi Poggibonsi Lista Civica

