12 Agosto 2026

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Ponte di Bellavista, il tempo passa ma il cantiere non parte: «Quasi cinque anni di attesa e ancora nessun segnale»

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Ponte di Bellavista, il tempo passa ma il cantiere non parte: «Quasi cinque anni di attesa e ancora nessun segnale»

BELLAVISTA – Il calendario corre verso il quinto anniversario della chiusura del ponte di Bellavista e, mentre il territorio si prepara a un altro Ferragosto senza l’infrastruttura sulla Cassia, il cantiere della ricostruzione non è ancora partito. A riaccendere la protesta è il Comitato Indipendente Bellavista, che torna a chiedere risposte dopo gli annunci fatti nell’assemblea pubblica del 18 giugno: l’avvio dei lavori era stato indicato come imminente, ma a quasi due mesi di distanza, sottolinea il Comitato, «non si vedono frutti».

Il ponte venne chiuso il 25 settembre 2021 per motivi di sicurezza. Dopo mesi di verifiche e procedure, si arrivò alla demolizione, avviata nell’agosto 2022. Da allora, però, la nuova infrastruttura è rimasta sulla carta, nonostante il progetto, il finanziamento e l’aggiudicazione dei lavori.

Il punto, oggi, è soprattutto uno: quando partirà davvero il cantiere? La domanda torna al centro della discussione dopo che, nel corso dell’assemblea del 18 giugno, Provincia di Siena e Comune di Poggibonsi avevano illustrato il progetto del nuovo ponte e le modalità operative del futuro intervento. La Provincia aveva spiegato che il confronto con Rfi era entrato nella fase conclusiva e che, una volta ottenuto il via libera formale, si sarebbe potuto chiudere l’iter della Conferenza dei servizi e procedere con la consegna dei lavori.

Un percorso che, nei mesi precedenti, aveva già accumulato diversi rinvii. A gennaio la Provincia aveva confermato l’avvio dei lavori in primavera; a maggio, tuttavia, era arrivata la richiesta di integrazioni documentali da parte di Rfi, definita passaggio indispensabile per concludere la Conferenza dei servizi.

Nel nuovo post, il Comitato Indipendente Bellavista, attraverso Roberto Bocchieri, mette in fila proprio gli annunci rimasti senza un riscontro concreto. «Sono trascorsi inutilmente quasi due mesi dall’assemblea pubblica a Bellavista con gli ennesimi annunci volatili a proposito del cantiere per il Ponte che sarebbe dovuto partire “dopo pochi giorni”», scrive.

Ma il ponte non è l’unica questione sollevata. Il Comitato richiama anche gli attraversamenti sulla Cassia, annunciati durante l’assemblea e ritenuti necessari per migliorare la sicurezza della viabilità, e torna sulla richiesta di un medico di base per Bellavista.

«È vero che siamo appunto in agosto e tutto rallenta per le meritate vacanze – osserva Bocchieri – ma in questo caso è difficile rallentare ulteriormente ciò che è praticamente impantanato da tempo».

Nel mirino finiscono anche questioni apparentemente più semplici, come lo spostamento dei cassonetti tra via Ungheria e via Finlandia e la segnaletica verticale che, secondo il Comitato, era stata concordata ma non avrebbe ancora trovato soluzione.

La protesta arriva dunque a poche settimane dal 25 settembre, quando saranno cinque anni esatti dalla chiusura del ponte. Una ricorrenza che rischia di trasformarsi nell’ennesimo simbolo di una vicenda iniziata con un provvedimento dettato dalla sicurezza e proseguita attraverso demolizione, progettazione, gare, conferenze e richieste di integrazione.

Il nuovo ponte, secondo il progetto illustrato a giugno, sarà lungo 158 metri, articolato su quattro campate e dotato di marciapiedi pedonali su entrambi i lati. L'obiettivo dichiarato dalle istituzioni è restituire alla comunità un collegamento strategico sulla sr 2 Cassia.

Adesso, però, Bellavista aspetta soprattutto una data. Quella dell’apertura del cantiere.

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