Vite spezzate sul lavoro: a Forlì Yuleisy Cruz Lezcano presenta “Crimini della sicurezza”
Ci sono numeri che raccontano un fenomeno e storie che obbligano a guardarlo negli occhi. È da questa prospettiva che nasce Crimini della sicurezza, il nuovo libro di Yuleisy Cruz Lezcano, che sarà presentato venerdì 4 settembre alle ore 17, alla Festa nazionale della CGIL di Forlì, nell’ambito dell’incontro “Il lavoro non si appalta. Sicurezza, Diritti, Responsabilità”.
Il volume, dedicato alle vittime delle morti e dei gravi infortuni sul lavoro, nasce da un lungo percorso di ricerca, ascolto e sensibilizzazione che l’autrice porta avanti da circa quattro anni attraverso la scrittura, gli incontri pubblici e il confronto diretto con i familiari delle vittime. Racconti, ritratti biografici e poesie compongono un’opera di narrativa civile che restituisce un volto e una storia a persone che troppo spesso finiscono nelle cronache soltanto come numeri.
Yuleisy Cruz Lezcano, poetessa e scrittrice nata a Cuba e residente a Marzabotto, ricostruisce le vite interrotte entrando nella dimensione più intima delle famiglie, nei ricordi, nei progetti, negli affetti e nelle speranze che precedevano la tragedia. Nel libro trovano spazio anche le storie di Lorenzo Parelli, Luana D’Orazio e di altre giovani vittime, raccontate attraverso una scrittura che non cerca l’enfasi, ma la responsabilità della memoria.
La particolarità dell’opera è proprio nel tentativo di trasformare la cronaca in coscienza collettiva. Ogni racconto è accompagnato da una poesia civile e diventa parte di un memoriale contemporaneo nel quale la sicurezza sul lavoro non viene considerata soltanto una questione normativa, ma un diritto fondamentale e una responsabilità che riguarda l’intera società.
Il pomeriggio del 4 settembre sarà soprattutto un momento di incontro con le persone che vivono quotidianamente le conseguenze di queste tragedie. Accanto all’autrice interverrà la madre di Mattia Battistetti, che leggerà un racconto presente nel libro. Sono previste inoltre le letture dell’attrice Monica Briganti e le testimonianze di RLST e RLS, per portare nel dibattito la voce di chi opera concretamente nei luoghi di lavoro e si occupa di prevenzione e tutela della sicurezza.
Al centro dell’incontro ci saranno anche le cosiddette “madri guerriere”: donne che, dopo aver perso un figlio, hanno scelto di trasformare il dolore in impegno, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e percorsi educativi affinché tragedie simili non si ripetano. È una delle dimensioni più profonde del libro, che non vuole soltanto ricordare chi non c’è più, ma interrogarsi su ciò che può e deve essere fatto perché altre famiglie non siano costrette a vivere lo stesso lutto.
L’autrice ha raccolto nel corso degli anni testimonianze, fotografie, ricordi e materiali messi a disposizione dai familiari, costruendo un’opera nella quale la letteratura diventa strumento di memoria e di responsabilità civile. Una sua poesia dedicata alle vittime del lavoro è stata inoltre scelta dall’attore Alessio Vassallo per essere letta alla Camera dei Deputati, a Montecitorio, durante un’iniziativa dedicata alla sicurezza sul lavoro e alla tutela della dignità umana.
La giornata di Forlì proseguirà alle ore 21 con “Lavoro al centro”, appuntamento che vedrà protagonista il Segretario Generale della CGIL Maurizio Landini, intervistato dalla giornalista Vania Vorcelli dell’Agenzia Dire. Sarà un secondo momento di confronto sui grandi temi del lavoro, dei diritti e delle trasformazioni sociali.
La presenza di Landini nella stessa giornata conferisce ulteriore rilievo a un appuntamento che, attraverso linguaggi diversi, mette al centro una questione che continua a interrogare il Paese: la sicurezza non può essere considerata un costo né un elemento accessorio dell’organizzazione del lavoro, ma una condizione essenziale della dignità di ogni persona.
A Forlì, dunque, il 4 settembre letteratura, testimonianza e confronto sociale si incontreranno attorno alle vite di chi non è tornato a casa dal lavoro e alla responsabilità di costruire condizioni perché quelle storie non debbano più ripetersi.

