"Doppia tragedia": la poesia di Yuleisy Cruz Lezcano per Fabrizio Valente
Ho scritto questa poesia perché davanti a una tragedia come quella di Andora, le parole devono fermarsi prima di entrare nel dolore. Per ricordare Fabrizio Valente, assistente bagnanti, morto mentre cercava di salvare Luigi Fasano. Per ricordare due vite spezzate e stringermi idealmente alle loro famiglie. Ho voluto fermare una domanda che rimane: chi soccorre chi sta soccorrendo? Perché chi lavora per dare sicurezza agli altri deve avere anche la possibilità di essere protetto. Le direttive, le bandiere, il non allontanarsi, la prudenza, non sono parole vuote. Sono parole che possono separare la vita dalla tragedia. Ho scelto infine di camminare piano nel dolore della famiglia, perché la morte di una persona e il cuore di una famiglia sono un tempio sacro che richiede permesso per entrare.
Doppia tragedia
Non è mai facile parlare
della morte, men che meno
quando avviene durante il lavoro.
Il mare di Andora oggi
parla piano, e Fabrizio
è un nome tra le onde.
I compagni lo ricorda,
con profonda tristezza.
Il mare gli respira alle loro spalle.
Era uscito per lavorare,
per dare assistenza,
sicurezza ai turisti,
alla popolazione.
E ancora non si comprende
quando il bagnino dà direttive:
non allontanarsi e stare attenti.
Quando le bandiere parlano,
perché non vengono rispettate?
Sono cose
che lasciano riflettere,
perché queste tragedie
non dovrebbero capitare.
Chi salva gli altri
deve poter tornare a casa.
E chi soccorre
non dovrebbe mai essere solo.
Se qualcosa accade
a chi sta soccorrendo,
chi lo soccorre?
È grave assumersi rischi
senza le necessarie tutele.
Si vedono sagome nere,
si indossa il lutto,
si pensa alla famiglia,
si pensa al dolore
che nessuna parola può colmare.
La morte di una persona,
il cuore di una famiglia,
sono un tempio sacro
che richiede permesso per entrare.
Quel permesso
può essere concesso
solo con empatia
e rispetto della verità.
Si pesta terra sacra
scalzi.
Bisogna respirare le parole
con fruizione,
camminare verso la riva
nel mare del dolore.
E quando l’acqua
raggela le caviglie
delle parole,
bisogna contrarle,
scegliere le immagini.
Per Fabrizio,
per la sua famiglia,
per chi continua
a salvare gli altri.
Yuleisy Cruz Lezcano

