26 Ottobre 2026

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Palazzo Portinari, a Firenze l’ospitalità diventa parte dell’esperienza gastronomica

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Palazzo Portinari, a Firenze l’ospitalità diventa parte dell’esperienza gastronomica

di Matteo Secchi

FIRENZE - Entrare a Palazzo Portinari, a Firenze, è come immergersi in un mondo di arte e bellezza. L’ingresso conduce a una sala centrale ampia, ricca di colori e affreschi. In questo scrigno di meraviglie trova spazio anche una cucina che guida tanto il bistrot quanto il ristorante stellato di Vito Mollica. Due anime apparentemente distanti, unite da un trait d’union: una cucina italiana contemporanea, capace di valorizzare la tradizione attraverso una sensibilità attuale.

Palazzo Portinari, a Firenze l’ospitalità diventa parte dell’esperienza gastronomica

La ricerca delle eccellenze italiane

La proposta del bistrot parte dalla ricerca dei migliori produttori della penisola e dalla scelta di materie prime di altissima qualità, da valorizzare attraverso lavorazioni attente e creative.

Un esempio è il culatello di Massimo Spigaroli, eccellenza della salumeria emiliana, che a Palazzo Portinari diventa il cuore di un raviolo accompagnato da fondo di manzo e Parmigiano. Un’emozione tradotta in piatto, capace di commuovere a ogni assaggio.

Anche i grandi classici della cucina italiana, come la parmigiana, spesso inseriti nei menu per ragioni di praticità e versatilità, ma non sempre valorizzati all’altezza della loro storia, qui riconquistano il posto che meritano. La tradizione gastronomica viene rispettata e restituita nella sua autenticità, senza rinunciare alla creatività.

Palazzo Portinari, a Firenze l’ospitalità diventa parte dell’esperienza gastronomica

Una sala dove sentirsi a casa

La clientela è variegata e comprende una componente facoltosa, ma anche le famiglie trovano spazio in un luogo che unisce arte e creatività. A fare la differenza è anche il personale di sala, sempre sorridente e attento, capace di mettere a proprio agio gli ospiti e di instaurare un rapporto che va oltre il semplice servizio. I camerieri si pongono come interlocutori amichevoli, senza perdere la professionalità richiesta da un ambiente sofisticato.

Così la serata scorre in un’atmosfera accogliente, dove eleganza e familiarità convivono. A Palazzo Portinari, la sala riveste la stessa importanza della cucina.

C’è una differenza tra servire qualcuno e farlo sentire il benvenuto. Nel mio lavoro mi capita spesso di ragionare sulla cucina, sui piatti, sulle tecniche e sulla qualità delle materie prime. Ogni tanto, però, penso che ci dimentichiamo di qualcosa di molto più elementare: l’ospitalità.

A Palazzo Portinari, le persone e il loro modo di agire sono una parte essenziale dell’esperienza culinaria.

L’ospitalità non è una tovaglia di lino, un calice importante o un piatto servito sotto una cloche. È il modo in cui accogliamo qualcuno quando entra in un ristorante o in un negozio. È l’attenzione dedicata, la disponibilità ad ascoltare e la consapevolezza che, per un momento, qualcuno ha scelto di affidarsi a noi. Sono qualità che il personale di questo luogo dimostra attraverso un servizio attento e partecipe.

Palazzo Portinari, a Firenze l’ospitalità diventa parte dell’esperienza gastronomica

Una brigata giovane e una coccola finale

La cucina conta complessivamente 22 cuochi, ragazzi giovani e preparati che contribuiscono a portare avanti una vera sinfonia di sapori, in cui la tradizione conserva un ruolo centrale.

Tra i protagonisti del finale di cena c’è il profiterol, una coccola dolce che completa un’esperienza gastronomica riuscita.

L’Eye Cocktail Bar, il viaggio continua nel bicchiere

Il cerchio si chiude con uno dei cocktail proposti dall’area dedicata alla mixology, all’interno dell’Eye Cocktail Bar, sempre a Palazzo Portinari.

L’Oriental Negroni accompagna gli ospiti in un viaggio verso Oriente: una reinterpretazione del classico Negroni arricchita dallo yuzu, agrume giapponese che introduce nuove sfumature aromatiche e mette in dialogo culture e tradizioni diverse.

Palazzo Portinari si conferma così una realtà capace di accogliere tanto i turisti stranieri quanto i fiorentini. Una dimostrazione di come l’ospitalità, quella autentica, possa ritrovarsi nei piatti, nel servizio e nell’atmosfera. Perché la vera qualità di un luogo non si misura soltanto in ciò che porta a tavola, ma anche nella capacità di far sentire ogni ospite a casa.

Palazzo Portinari, a Firenze l’ospitalità diventa parte dell’esperienza gastronomica
Palazzo Portinari, a Firenze l’ospitalità diventa parte dell’esperienza gastronomica
Palazzo Portinari, a Firenze l’ospitalità diventa parte dell’esperienza gastronomica
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La rubrica Cucina d'Autore è curata da Matteo Secchi.

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