Grappoli Urbani, a Scandicci il Sangiovese si rinnova: vini freschi, spontanei e fuori dagli schemi
di Matteo Secchi
Grappoli Urbani, azienda, punto vendita e spazio vivo per eventi e soprattutto per l’assaggio di vini dalla grande scorrevolezza e anima.
Ci troviamo a Scandicci. il progetto è nato dall’idea di due giovani ragazzi che hanno avuto la propensione di mettersi in proprio e percorrere la loro strada. Ho avuto il piacere di conoscere Daniele Macchia, uno dei due fondatori dell’azienda, che in maniera amichevole mi ha spiegato la nascita del progetto e le future direzioni da tracciare.
I due ragazzi hanno a disposizione due ettari e mezzo di terra. Sono partiti con mezzo ettaro per poi espandersi passo dopo passo. La loro formazione professionale li vede ricoprire i ruoli sia di agronomi sia di enologi, con un atteggiamento e una propensione verso il vino non pomposo ed eccessivo, bensì spigliato e naturale.
La ricerca sul Sangiovese e il grappolo intero
Prima di mettere piede su questi terreni c’era un’azienda che organizzava tour nel Chianti con Fiat 500 d’epoca. Prendendo le redini del luogo, hanno voluto incanalare tutte le energie sullo studio dell’uva Sangiovese, essendo grandi amanti del Chianti Classico e delle sue eccellenze.
La ricerca che compiono sul Sangiovese avviene lavorando sul grappolo intero, con macerazione carbonica. Un Sangiovese, quello di Grappoli Urbani, fuori dagli schemi: si gioca sulla parte aromatica piuttosto che sul tannino.
Al momento, l’offerta ruota intorno a tre prodotti: il rosato, il rosso e il Glu Glu Glu. Quest’ultimo è un Sangiovese del Mugello, a grappolo intero, un vino rosso «fake» che non ha nulla a che vedere con un Sangiovese rosso. Zero solforosa, frizzantino: è una tecnica ricercata, con una vinificazione caratterizzata da pochi travasi per mantenere la CO₂ nel vino, una protezione naturale contro l’ossidazione.

Rosato, rosso e Glu Glu Glu: tre interpretazioni del vino
Passando al rosato, è prodotto con uve Syrah e Merlot, esclusivamente dalla vigna di Scandicci. Il rosso Grappolo Urbano, invece, è ottenuto da una vinificazione tradizionale. Considerando che non proviene dal Chianti, ma dal Mugello, presenta una componente tannica meno accentuata e una bella parte minerale, conferitagli dai terreni ricchi di calcare e argilla.
Rispetto al Glu Glu Glu, non c’è raspo. Tutti e tre i vini sono caratterizzati da una grande bevibilità.
Grappoli Urbani lavora con fermentazioni spontanee, cercando morbidezza nella bevuta. Il rosato conquista una fascia giovane, che riesce ad apprezzare questi vini freschi ma allo stesso tempo strutturati.
Il diktat secondo cui un tempo si bevesse di più rispetto al presente è vero solo in parte. I giovani cercano realtà nuove che lavorino in maniera intelligente e offrano vini non pesanti e ben bilanciati. Grappoli Urbani racchiude tutto ciò.
La scelta di non produrre orange wine
Alla domanda sul perché non produrre anche orange wine, Daniele mi ha risposto: «Gli orange wine sono prodotti maggiormente con uve Trebbiano. Queste ultime, nella zona del Chianti, non rendono e per questo non sentiamo l’esigenza di produrli».
Una risposta che racchiude in sé consapevolezza e trasparenza su ciò che è giusto fare e ciò che non lo è, a seconda del territorio di riferimento.
Per finire, la zona di vinificazione dell’azienda si trova a Grassina e, soprattutto, i prodotti dell’azienda sono tutti IGT. Non solo uva, però: anche olio extravergine di oliva di loro produzione.
Ambiente giovane e motivato, quello di Grappoli Urbani, che non può far altro che stupire nelle nostre future bevute.
