La Toscana a Merano: tra rossi in crisi e cantine piene, il vino cerca nuove strade
di Susanna Salvadori
Almeno sedici cantine toscane, da Bolgheri al Morellino di Scansano, da Montepulciano a Volterra, salgono a Merano per il 35° Merano WineFestival, in programma dal 6 al 10 novembre. Lo fanno mentre il vino italiano affronta una stagione difficile: a fine settembre le cantine custodivano 41 milioni di ettolitri, il 14,2% in più rispetto al 2025.
La Toscana è presente soprattutto nella giornata TasteTerroir del 6 novembre, dedicata a vini biologici, biodinamici e naturali. Ci sono poi tre masterclass sulla costa toscana e il Cabernet Franc di Riparbella. A Merano il tema del festival coincide con quello della regione: servono proposte nuove, dalle bollicine al no-alcol.

Chi c’è
Secondo il catalogo digitale, le toscane sono in gran parte nella sala Kursaal, al primo piano del Kurhaus. Quasi tutte espongono il 6 novembre, nella giornata bio&dynamica. Questa la pattuglia toscana: Rascioni & Cecconello (Fonteblanda), tavolo 21, Godiolo (Montepulciano), tavolo 22, Il Querciolo, azienda biologica (Arezzo), tavolo 23, Tenuta Ceccatelli (Chianti Colli Fiorentini), tavolo 23B, Castelvecchio – Filippo Rocchi (San Casciano Val di Pesa), tavolo 24, Tenuta Querciamatta, tavolo 25, Azienda Agricola Nettari (Chianti Colli Fiorentini), tavolo 26, Querce Bettina (Montalcino), tavolo 27, La Faretra (Maremma), tavolo 27B, Podere Marcampo (Volterra), tavolo 28, Fattoria San Leolino, tavolo 29, Gratena (Arezzo), tavolo 30, Vignaioli del Morellino di Scansano, tavolo 31 e Sequerciani (Maremma), tavolo 34B. Caccia al Piano (Bolgheri) è invece al tavolo 7B nella sezione The Festival. Compare anche nella giornata del 10 novembre dedicata a Champagne e bollicine, insieme a Badia Crepaldo (Montepulciano).
Il programma delle masterclass all’Hotel Terme Merano prevede un “Viaggio lungo la costa Toscana” il 7 novembre alle 13, “La Regola: il Cabernet Franc della Costa Toscana – Riparbella” l’8 novembre alle 15.30 e Villa Trasqua con “1000 Miglia di viticoltura” l’8 novembre alle 13.30.
Sul fronte dei riconoscimenti, tra i quattro vini che per la prima volta hanno ottenuto 100/100 nei WineHunter Award c’è il Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice 2012 di Avignonesi. La premiazione è fissata per il 6 novembre al Teatro Puccini.

Il vino italiano fa i conti con le cantine piene
Il quadro è quello di un mercato che non assorbe quanto produce. Considerando anche mosti e vino in fermentazione, le giacenze hanno raggiunto 62,7 milioni di ettolitri. La vendemmia 2026 pesa meno della precedente: la Commissione europea stima per l’Italia poco più di 41 milioni di ettolitri, il 7,1% in meno. Eppure molte denominazioni registrano cali a doppia cifra nei listini delle uve, con le cantine ancora alle prese con le scorte accumulate. La Toscana non è fuori da questa partita. Nel Chianti Docg resta in vigore il taglio del 20% della produzione, uno degli strumenti con cui i consorzi provano a riequilibrare l’offerta.
Rossi in difficoltà, dealcolati in ascesa
A cambiare sono anche i gusti. Il presidente di Valoritalia, Francesco Liantonio, ha collegato il calo dei vini Docg soprattutto alla crisi dei rossi, e ha avvertito che sui dealcolati l’Italia rischia di lasciare un business ad altri. I numeri danno ragione alla corsa verso il no-alcol: secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, nel 2026 la produzione italiana di dealcolati dovrebbe crescere del 90%, con il 91% destinato all’export. La ristorazione guarda con più prudenza, ma la Fipe sostiene che no e low alcol non siano una moda passeggera.
Merano ne prende atto. Nella GourmetArena del festival è previsto uno spazio dedicato alle bevande a gradazione ridotta o nulla, accanto a una selezione di rosati.
La mossa del Consorzio Vino Toscana: aprire alle bollicine
In questo scenario la Toscana ha scelto di allargare l’offerta. Il Consorzio Vino Toscana Igt ha ottenuto il via libera del Comitato nazionale vini del Masaf alle modifiche del disciplinare, che aprono agli spumanti Metodo Classico e Charmat, in versione bianca e rosata. Resta da attendere l’ultimo sì della Commissione europea, con l’obiettivo di rendere operativo il testo entro la fine del 2026. Il presidente Cesare Cecchi ha spiegato che le modifiche rispondono all’evoluzione degli stili di consumo.
Il bacino di partenza non è piccolo: la Igt conta 13mila ettari e circa 95 milioni di bottiglie medie annue. Secondo Cecchi, oltre 200 produttori toscani fanno già spumanti, con una potenzialità di 5,5 milioni di bottiglie. Il disciplinare riconosce anche la dicitura unica “Toscana”, abbandonando “Toscano”.
Un laboratorio, non solo una vetrina
Per le cantine toscane Merano è il luogo dove testare queste proposte davanti a buyer e appassionati. Gli organizzatori hanno annunciato anche il Merano Wine Observatory, una piattaforma che dal 2027 dovrebbe studiare produzione, distribuzione e consumi tutto l’anno. La questione resta aperta: se i rossi toscani sapranno convivere con bollicine, rosati e no-alcol senza perdere identità.
Domande frequenti
Quando si tiene il Merano WineFestival 2026? Dal 6 al 10 novembre 2026 al Kurhaus di Merano, nella 35ª edizione.
Quali aziende toscane partecipano? Almeno sedici cantine, tra cui Caccia al Piano, Querce Bettina, Tenuta Ceccatelli, Podere Marcampo e Vignaioli del Morellino di Scansano. L’elenco completo è sul catalogo espositori del festival.
Cosa cambia con il nuovo disciplinare della Toscana IGT? Si introducono gli spumanti Charmat e Metodo Classico, bianchi e rosati, e la dicitura unica “Toscana”. Manca l’approvazione europea.
Perché si parla di crisi dei rossi? Consumi in calo, giacenze alte e gusti che si spostano verso vini più leggeri, bollicine e prodotti a bassa o nulla gradazione.
Foto da Wine&Siena I Capolavori del Gusto che si terrà dal 30 gennaio al 1 febbraio 2027. Wine&Siena, giunto alla 12esima edizione è ideato e organizzato da Gourmet’s International (la società di Merano che cura il Merano WineFestival) in collaborazione con The WineHunter guidato da Helmuth Köcher, con il supporto e la promozione del Comune di Siena e di Confcommercio Siena.

