Siena, l’inchiesta sui minori e l’ombra del neofascismo: «Non è una bravata, è una deriva pericolosa»
«Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla Storia è la lezione più importante che la Storia ci insegna». Ci siamo presi due giorni di tempo, per metabolizzare, con serietà, quanto sia occorso da lunedì nella città di Siena.
L'inchiesta della Digos e i contenuti delle chat
L’inchiesta che arriva a coinvolgere 13 minorenni per detenzione illegale, di armi, diffusione di materiale pedopornografico, propaganda fondata sull’odio razziale e apologia del movimento fascista e nazista, non lascia spazio a facili ironie, né tantomeno a interpretazioni indulgenti. Non è una bravata, non è un gioco, non è un trend social, come ribadito dalla Digos: le chat hanno svelato un mondo di odio e contenuti suprematisti. E questo è il segnale, sdoganato dalla destra al Governo, di una deriva pericolosa. È proprio il contesto di riferimento ad essere un rivelatore sociale inquietante: simboli, linguaggi e immagini che non soltanto appartengono al periodo più buio della nostra storia, ma che circolano con leggerezza. Come se fossero innocui, come se non producessero, anche loro, violenze, persecuzioni, negazioni delle libertà.
L'allarme educativo e il silenzio della politica
Eppure, quando ragazzi così giovani vengono attratti da ideologie totalitarie, significa che qualcosa si sia incrinato nel tessuto civile, nella capacità collettiva di riconoscere il confine tra libertà e sopraffazione, tra identità e odio. Non è esagerazione: sussiste un problema concreto, che cresce nell’indifferenza generale. In una mancanza educativa, colpevole, genitoriale. È un limite non più tollerabile e di fronte al quale non è possibile restare indifferenti. Restiamo convinti che sia necessario un cambio di passo repentino nella formazione, nel dialogo e nel pensiero: contro ogni forma di odio e di razzismo.
L'attacco alla giunta comunale e il nodo sicurezza
Certo non basta il tiepido sdegno della Sindaca, che accoglie nella sua maggioranza forze politiche che strizzano l’occhio a chi di questi estremismi fa bandiera; basta ricordare come il centro storico continui ad ospitare la sede di un’organizzazione dichiaratamente neofascista, come Casa Pound. O come, meno di un anno fa, la stessa Amministrazione comunale proponesse l’istituzionalizzazione di un “gruppo di volontari” con il ruolo di «rafforzamento della sicurezza urbana, attraverso azioni di controllo, dissuasione e prevenzione di comportamenti illeciti», aprendosi così a qualcosa di molto simile a delle ronde civiche. Sul tema della sicurezza la destra che governa il paese e questa città si riempie la bocca senza mettere in atto azioni concrete, a partire dalla creazione di spazi di aggregazione culturali, in cui l’incontro con l'altro, il diverso, possa essere un motivo autentico di crescita.
L'appello finale: uniti per la memoria
Il nostro auspicio è che la vergogna che in questi giorni ha macchiato la città di Siena e la nostra provincia, sia un volano di forza e unità. Di memoria e rispetto. E che lo sdegno non sia univoco. Altrimenti dimostreremo di non aver colto nulla dalla nostra storia.
fonte: Giovani Democratici Siena
