Che cos’è l’Hantavirus e quando potrebbe assumere un potenziale pandemico?
Nonostante le rassicurazioni dell’Oms e del ministero della Salute, il caso del focolaio di hantavirus sulla nave MV Hondius sta alimentando la paura di un possibile ritorno agli anni del Covid. Ma quando i virus hanno un potenziale pandemico?
LE CONDIZIONI SONO 3
Stando a quanto scrive il medico infettivologo Marzio Sisti su Facebook, le caratteristiche necessarie affinché si verifichi un evento pandemico sono 3:
1)Agente infettivo patogeno in grado di causare, con buona frequenza, casi gravi di malattia.
2)Trasmissione efficiente da uomo a uomo soprattutto per via “respiratoria” (droplets e/o airborne) o anche da “contatto”.
3)Modelli di trasmissione sfavorevoli soprattutto con possibilità di contagio anche durante il periodo di incubazione e/o anche in assenza di sintomi significativi.
Sisti spiega che “il motivo per cui è stato molto difficile controllare Covid19 è che si può diffondere in modo asintomatico o, comunque, quando i sintomi sono lievi e senza la necessità di un’esposizione prolungata quando la fonte è molto contagiosa. Per quanto sappiamo degli Hantavirus, in particolare l’Andes virus che ha scatenato l’epidemia sulla nave Hondius, si può dedurre che sia presente il punto 1) ma non gli altri due. Ovviamente questo è quanto presente ad oggi. Mutazioni del virus potrebbero cambiare le cose anche se finora, pur essendo a RNA, i vari isolati virali da vari focolai epidemici sembrano abbastanza stabili. Ad oggi le notizie su questo fronte sono buone”, conclude Sisti.
CHE COS’È L’HANTAVIRUS E COME SI TRASMETTE?
Intanto sul ministero della Salute sono presenti tutte le informazioni dettagliate sull’hantavirus: “Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all’uomo dai roditori, selvatici e domestici. Il genere hantavirus comprende diverse decine di specie virali a livello globale. Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori ma che possono occasionalmente essere trasmessi all’uomo. La trasmissione degli hantavirus all’uomo avviene tramite il contatto con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti o, meno frequentemente, tramite morsi di roditori. Ad oggi, la trasmissione interumana è stata documentata solo per il virus Andes nelle Americhe e rimane rara”.
I SINTOMI DELL’HANTAVIRUS
Sul sito del ministero della Salute si legge che “l’infezione da hantavirus può causare una serie di malattie, tra cui patologie gravi anche fatali. Le malattie da hantavirus possono essere caratterizzate da coinvolgimento renale (nefrite) ed emorragie oppure da una sindrome polmonare.
Sebbene siano state identificate numerose specie del virus in tutto il mondo, solo un numero limitato è noto per causare malattie nell’uomo:
- Gli hantavirus presenti in Nord, Centro e Sud America possono causare la sindrome polmonare da hantavirus (HCPS), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore. Il virus Andes appartiene a questa famiglia ed è noto per una possibile trasmissione limitata da persona a persona attraverso un contatto stretto e prolungato, principalmente documentata in Argentina e Cile.
- Gli hantavirus presenti in Europa e in Asia possono causare febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni. La trasmissione da persona a persona non è stata documentata in queste aree. La nefropatia epidemica (NE), è una forma lieve di HFRS osservata in Europa.
Il periodo di incubazione è relativamente lungo, generalmente 2-3 settimane, (fino a sei settimane). Anche se non esiste una cura specifica né un vaccino contro l’infezione da hantavirus, un’assistenza medica di supporto tempestiva è fondamentale per migliorare la sopravvivenza e si basa su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. La prevenzione si basa in gran parte sulla riduzione dei contatti tra le persone e i roditori infetti.
Fonte Dire.it
