Serbia choc: “Funerali con onori militari e di Stato per Mladic”, il macellaio di Srebrenica
L’ex capo militare dei serbi di Bosnia Ratko Mladić, soprannominato “Il macellaio dei Balcani” per il suo ruolo nel massacro di Srebrenica nel 1995, avrà funerali con “gli onori militari e di Stato che gli spettano di diritto”, ha annunciato il ministro serbo della Giustizia Nenad Vujič ad Atv, emittente nazionale.
Dunque, Ratko Mladic verrà sepolto con una cerimonia ufficiale: il luogo in cui si terrà l’evento, ha aggiunto Vujic, lo sceglierà la famiglia. “Belgrado- ha poi assicurato il ministro- è pronta a mandare una delegazione nei Paesi Bassi per riportarne in patria la salma”. E ancora, Vujic ha infine motivato la decisione: “Mladic è un generale e i protocolli sono noti. Anche il suo ruolo è noto, ma ciò che spetta al generale Mladic sarà certamente rispettato”, ha detto.
A Srebrenica, città che godeva, in teoria, dello status di “zona sicura”, destinato a proteggere i civili dalla pulizia etnica, le vittime – più di ottomila uomini e ragazzi bosgnacchi– furono sepolte rapidamente in fosse comuni scavate con le ruspe. Nell’arco di quattro giorni, i corpi vennero occultati e, in seguito, alcuni furono riesumati e trasferiti in aree montuose isolate, nel tentativo di cancellare le tracce dei massacri. Fu la strage più sanguinosa commessa durante l’assedio di Sarajevo.

Secondo quanto accertato dal Tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite per l’ex Jugoslavia (ICTY), quelle operazioni rientravano in un progetto di pulizia etnica: l’espulsione forzata dei musulmani bosniaci, dei croati e di altre popolazioni non serbe, con l’obiettivo di rendere serbi i territori bosniaci e prepararli alla realizzazione di una Grande Serbia. Il tribunale ha inoltre stabilito l’esistenza di una cospirazione criminale alla quale parteciparono Mladic, il presidente serbo Slobodan Milosevic e il leader politico serbo-bosniaco Radovan Karadzic, accomunati dal progetto di portare avanti quel piano.
LA CONDANNA
Mladic, che i suoi oppositori avevano ribattezzato“il Macellaio della Bosnia”, non riconobbe mai la legittimità del tribunale. Al momento della condanna all’ergastolo, reagì urlando: “Sono tutte bugie, siete tutti dei bugiardi!”.
LA LUNGA LATITANZA
Per anni, Mladic e Karadzic rimasero tra i principali ricercati dell’ICTY dopo la fine della guerra e l’intervento delle potenze occidentali. La latitanza del generale, tuttavia, non fu particolarmente difficile: fino alla caduta di Milosevic, nel 2000, Mladic continuò a vivere a Belgrado in condizioni relativamente sicure, anche se lontano dai riflettori.
Milosevic morì in custodia l’11 marzo 2006, pochi mesi prima della conclusione del processo durato quattro anni, nel quale era accusato di genocidio e altri crimini di guerra commessi in Croazia, Bosnia e Kosovo.
Fonte Dire.it

