Cieli di sabbia e solare in crisi: l’impatto record delle polveri sahariane sull’Italia e sull'Europa
Un’atmosfera opaca e soffocante avvolge l’Italia, tra temperature estreme e cieli tinti di giallo e grigio. L’ennesima incursione d’aria africana non sta portando con sé soltanto picchi termici oltre i 45 gradi — come i circa 46 registrati nell'interno sardo — ma anche ingenti volumi di polveri in sospensione. Fenomeno che interessa in particolar modo la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, il Lazio, la Toscana e l'area tirrenica, trasformando il panorama e rendendo il clima ancora più opprimente.
Sebbene le sabbie del Sahara siano una presenza nota nell'area mediterranea, a preoccupare è l'intensità sempre più marcata degli episodi. A confermarlo è una ricerca coordinata dall'istituto svizzero Paul Scherrer Institute (PSI) e apparsa su Nature, condotta analizzando un decennio di misurazioni (2012-2021) in oltre cento stazioni europee tramite l'uso dell'intelligenza artificiale.
Il trend e le cause della crescita
L'analisi evidenzia un incremento delle concentrazioni di particelle desertiche a livello continentale di circa 0,05 microgrammi per metro cubo all'anno, con un'accelerazione marcata in Italia: 0,074 microgrammi annui sul territorio nazionale, fino ai picchi di 0,270 microgrammi/anno registrati nelle regioni meridionali. Nell'Europa del Sud, i livelli medi si attestano ormai sui 5,3 microgrammi per metro cubo, più del doppio rispetto ai Paesi centro-settentrionali.
A scatenare questa dinamica è la progressiva desertificazione del Nord Africa unita alle variazioni nella circolazione atmosferica, con correnti d'aria dirette frequentemente verso l'Europa. Un quadro chiaramente favorito dal riscaldamento globale di matrice antropica e dal conseguente ampliamento delle zone aride.
Impatto sulla salute e transizione energetica
Le conseguenze di questo fenomeno vanno ben oltre l'aspetto paesaggistico. Se le patologie respiratorie croniche (come asma o pneumoconiosi) richiedono tempi lunghi di osservazione, gli effetti immediati sulla popolazione sono acuti. Nei giorni ad alta presenza di polveri sahariane si registra un aumento della mortalità dello 0,67% per problemi cardiaci e respiratori. Ci sono effetti anche sulle energie rinnovabili: la sabbia in sospensione e la successiva sedimentazione riducono la resa dei pannelli solari. Nelle giornate più critiche, i depositi di polvere sugli impianti fotovoltaici arrivano a causare una perdita della produzione elettrica vicina al 40%.
