30 Marzo 2026

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Montemaggio, 82 anni dopo: il sacrificio dei 19 partigiani diventa impegno per il futuro

Montemaggio, 82 anni dopo: il sacrificio dei 19 partigiani diventa impegno per il futuro
Si sono svolte ieri, domenica 29 marzo,  le celebrazioni per l’82° anniversario dell’eccidio di Montemaggio, nel luogo del martirio dove 19 giovanissimi partigiani persero la vita per mano nazifascista. Un sacrificio che unisce ancora oggi le comunità di Barberino Tavarnelle, Certaldo, Radicondoli, San Gimignano, Casole d’Elsa, Colle di Val d’Elsa, Poggibonsi e Monteriggioni, da cui quei ragazzi provenivano, accomunati da una scelta di libertà e dignità.
 
Capofila delle celebrazioni 2026 il Comune di Certaldo, che insieme alle autorità civili e militari, alle forze dell’ordine, alle associazioni e alle amministrazioni del territorio, ha reso un sentito e partecipato omaggio alle vittime e alle loro famiglie. Una presenza corale che ha dato voce a una memoria condivisa e mai scontata.
 
Ospite della giornata Vannino Chiti, Presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea, che ha sottolineato il valore attuale della memoria resistenziale come fondamento della coscienza democratica del Paese.
 
Nel suo intervento, il sindaco di Certaldo Giovanni Campatelli ha ricordato come «commemorare i martiri di Montemaggio significhi riconoscere che la libertà di cui oggi godiamo è il frutto di un cammino lungo e doloroso, conquistato da giovani che hanno avuto il coraggio di scegliere». Una libertà, ha aggiunto, «che non è mai garantita una volta per tutte, ma che richiede responsabilità, vigilanza e partecipazione quotidiana».
 
Durante la cerimonia è stato ribadito il legame profondo tra il sacrificio dei partigiani e la nascita della Repubblica italiana: una Repubblica generata dal rifiuto del fascismo e della guerra, dall’impegno di chi seppe dire “no” quando farlo significava mettere a rischio la propria vita.
 
Particolarmente significativo il richiamo al pensiero di Piero Calamandrei, che ricorda come «la Repubblica non è una macchina che, una volta messa in moto, va avanti da sé, ma vive soltanto se c’è ogni giorno qualcuno che la rimette in moto». Parole che risuonano con forza a Montemaggio, dove ogni anno le istituzioni rinnovano non solo un atto di memoria, ma un’assunzione di responsabilità verso il presente.
 
La presenza delle amministrazioni del territorio rappresenta infatti un segno concreto di continuità: un impegno civile che si rinnova di generazione in generazione, affinché quei valori non restino confinati nella storia, ma continuino a orientare le scelte di oggi.
 
I ragazzi uccisi a Montemaggio sono stati onorati non soltanto con il ricordo, ma con la coerenza delle azioni e delle parole. Il loro sacrificio vive nella capacità delle comunità di custodire e trasmettere i valori della Resistenza: libertà, giustizia, democrazia.
 
Affinché quel sacrificio continui a vivere.
Affinché continui a generare libertà.
Affinché resti un seme fecondo per le generazioni che verranno.
© Riproduzione riservata.
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