Castellina in Chianti: il 31 luglio, taglio del nastro per la mostra che riporta a casa nel Chianti opere del ‘300 e ‘400
Pochissimi giorni e ci siamo. Il taglio del nastro della mostra “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo” si avvicina. Venerdì 31 luglio alle 18 opere del tre e quattrocento tornano a casa, nel Chianti, a Castellina, nel loro, contesto d’origine, espressione della devozione e della cultura di un’intera comunità storica. E tornano ad essere patrimonio della comunità attuale. Dopo un lungo periodo, 25 anni, le tre opere protagoniste della mostra, e mai dimenticate, saranno visibili per tutti, con i loro colori, i loro paesaggi, le loro storie.
Taglio del nastro alle 18 nella sede dell’esposizione, ovvero nella sala consiliare del Comune, all’interno della Rocca Quattrocentesca di Castellina, oggi sede del Museo Archeologico. Ci saranno il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la presidente della provincia di Siena, Agnese Carletti, il direttore del Museo Archeologico di Castellina, Marco Firmati, la funzionaria nonché storica dell’arte della Soprintendenza di Siena, Nicoletta Matteuzzi, il sindaco Giuseppe Stiaccini insieme alla giunta, i sindaci dei comuni vicini e le forze dell’ordine.
Tutto parla di storia qui, del rapporto con Firenze e Siena, del valore che le Pievi romaniche avevano nel territorio chiantigiano. C’è la tempera su tavola del XV secolo, La Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria, Agnese e Agostino, originariamente presso la Pieve di Sant’Agnese, che risale al 1000, e poi rimasta per 25 anni nei depositi della Pinacoteca di Siena. Stesso destino per l’altra tempera su tela quattrocentesca, ovvero La Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco che originariamente trovava posto nella Chiesa di San Giorgio in Piazza, edificio di origine romanica consacrato nel 1084, situato nella frazione La Piazza del comune di Castellina in Chianti. E poi la trecentesca Crocifissione coi Dolenti e San Francesco, anche in questo caso una tempera su tavola che originariamente aveva collocazione a Gaiole in Chianti, nella Pieve di San Sigismondo, ovvero la chiesa più importante di Gaiole.
Dal 31 luglio 2026 fino al 10 gennaio 2027 queste tre opere preziose saranno a casa, a Castellina in Chianti. Cinque mesi è andato avanti il restauro, molto attento, grazie al lavoro e alla cura della restauratrice Monica Mancini, e allo studio condotto dalle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni.
“Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo è il grande evento dell’estate chiantigiana - dice il sindaco Giuseppe Stiaccini - La mostra è organizzata e promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. E’ patrocinata da Regione Toscana e Provincia di Siena, con la collaborazione di Fondazione Musei Senesi. E’ curata da Nicoletta Matteuzzi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Siena, e Marco Firmati, direttore del Museo Archeologico del Chianti di Castellina. A rendere possibile l’organizzazione ci sono la Soprintendenza, gli studiosi il cui lavoro scientifico sarà pubblicato nel catalogo, la gestione del Museo Archeologico del Chianti, le Diocesi proprietarie delle opere, ovvero la Diocesi di Fiesole e l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino, i Musei Nazionali di Siena, i finanziatori privati che hanno contribuito attraverso l’Artbonus”.
“A tutti il nostro grazie come amministrazione comunale - aggiunge il sindaco - E il grazie di tutto questo territorio che vede tornare a casa tre dipinti che da tempo, per ragioni diverse, legate soprattutto alla conservazione, sono rimaste nei depositi della Soprintendenza e Pinacoteca. Oggi a queste opere diamo nuova luce e spazio, rinnovando il legame col territorio chiantigiano per il quale sono nate tra il Tre e Quattrocento. Accendiamo un riflettore esposizione anche per studiarle meglio e carpirne le storie, approfondendo il contesto di esecuzione e di destinazione nonchè e le vicende storiche dei dipinti”.
Il restauro. Le tre opere conservate nei depositi della Pinacoteca nazionale di Siena presentavano diverse problematiche che era necessario sanare con un intervento di restauro prima del trasferimento e dell’esposizione in mostra. “Tutte e tre i dipinti avevano uno strato di sporco ed erano interessate in alcuni punti da attacchi di tarli - spiega Nicoletta Matteuzzi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Siena - Ciascuna tavola aveva poi necessità specifiche. La Crocifissione di Niccolò di Pietro Gerini da Gaiole in Chianti ha avuto bisogno in particolare di un consolidamento delle componenti lignee della cornice, in particolare delle colonnine tortili. Sulla Madonna col Bambino e santi di Bicci di Lorenzo sono stati fermati i sollevamenti di colore presenti soprattutto in corrispondenza delle stuccature del precedente restauro, che erano a rischio caduta, e sono state reintegrate ad acquerello le piccole mancanze di colore che nel tempo si erano create”.
Su due opere è stato necessario anche rimuovere uno strato di vernice ossidata da interventi effettuati in passato. “Sulla Madonna col Bambino e santi di Cosimo Rosselli da San Giorgio alla Piazza - continua Matteuzzi - si è deciso di rimuovere gradualmente lo strato di vernice ossidata dei precedenti restauri per ridare una migliore visibilità ai delicati colori della superficie pittorica che sono stati così liberati dalla fastidiosa patina giallastra: un intervento delicato che ha tenuto conto, senza manometterle, delle vicende storiche di questa bella tavola”.
Per info La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18. Tutte le info sono sul sito www.museoarcheologicochianti.
