23 Ottobre 2026

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Mobilitazioni giovanili e violenza verbale: dalla sindaca Susanna Cenni il richiamo al rispetto e al dialogo

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Mobilitazioni giovanili e violenza verbale: dalla sindaca Susanna Cenni il richiamo al rispetto e al dialogo

«Un'ondata di aggressività verbale (e non) che non risparmia nessuno, ma che diventa tossica e pericolosa quando prende di mira le giovani generazioni». Sono le parole con le quali la sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni inizia il post sul proprio profilo Facebook.

La sindaca solleva con forza il problema e interviene pubblicamente per denunciare il peggioramento del clima politico e sociale sulle piattaforme digitali, rivolgendo al contempo un accorato appello alla cittadinanza e al dibattito pubblico.

«Sui social toccato il fondo. Ma la violenza contro i ragazzi è intollerabile»

L'analisi di Susanna Cenni parte da un dato di realtà riscontrabile quotidianamente: la deriva dei linguaggi in rete. Una situazione vissuta in prima persona anche dalle amministratrici locali, bersaglio di toni sempre più violentati e denigratori.

«Il livello di aggressività sui social media ha raggiunto vette molto gravi. Lo misuriamo ogni giorno», sottolinea la nota della giunta locale. «Ci chiediamo se abbiamo già toccato il fondo o se c’è ancora da scavare. Ma tale aggressività, quando ha per oggetto i ragazzi, è ancora più grave».

Il focus dell'intervento riguarda in particolare le reazioni insorte di recente online di fronte alle mobilitazioni e alle discussioni degli studenti delle scuole cittadine e nazionali.

Non confondiamo la protesta pacifica con i vandali

Il punto centrale richiamato dalla sindaca di Poggibonsi è la necessità irrinunciabile di scindere la partecipazione democratica dagli episodi di violenza di piazza.

Da un lato, si ricorda, c'è una generazione in mobilitazione in tutta Italia e in Europa per temi decisivi: il diritto allo studio, la casa, il lavoro precario, la pace, la lotta alla violenza di genere e la difesa dei principi costituzionali. Dall'altro, gruppi violenti che nulla hanno a che fare con gli ideali studenteschi.

L'allarme della sindaca: «Ci sono dei mascalzoni che nulla hanno a che fare con tutto ciò, che devastano e producono danni alle città, danneggiando le manifestazioni pacifiche. Confondere questi due livelli è un grande errore da non compiere».

Nelle scuole e nelle community locali si discute, ci si interroga e si organizzano momenti di confronto. Un dibattito giovanile sano che tuttavia – denunciano dal Comune – viene puntualmente travolto nei commenti social da valanghe di denigrazione e aggressività gratuita.

«Tutti siamo stati adolescenti: fermiamo l'odio e riapriamo il dialogo»

L'invito formulato quindi è un fermo richiamo alla responsabilità collettiva: la dialettica politica è la linfa della democrazia, ma non deve trasformarsi in violenza verbale.

Se ai ragazzi va chiesto con fermezza di manifestare sempre in modo pacifico e rispettoso delle città, agli adulti spetta l'onere dell'ascolto.

«Tutti abbiamo manifestato nella nostra adolescenza per mille ragioni e valori. Lo sta facendo anche questa generazione», conclude la nota della sindaca. «Attenzione ad aggredire i ragazzi, attenzione a recidere ogni canale di comunicazione con una generazione che vede davanti a sé tanta incertezza, ma che ha il sacrosanto diritto di provare a cambiare il mondo».

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