22 Ottobre 2026

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Roncalli-Sarrocchi, studenti fuori dai cancelli: «Vogliamo essere ascoltati»

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Roncalli-Sarrocchi, studenti fuori dai cancelli: «Vogliamo essere ascoltati»

«Vogliamo essere ascoltati e sicuramente non essere chiusi fuori dalla scuola senza neanche poter parlare ed essere ascoltati». È la voce degli studenti del Roncalli-Sarrocchi, che stamani si sono trovati a vivere un’occupazione al contrario: loro fuori dai cancelli, mentre insegnanti, dirigente scolastica e forze dell’ordine erano all’interno del piazzale e della scuola.

I cancelli chiusi e la protesta all’esterno

Dopo il tentativo di ieri, gli studenti avevano fatto circolare la notizia che stamani avrebbero occupato la scuola. Ma al loro arrivo, fin dalle 7, i cancelli erano chiusi. Entrava soltanto chi veniva riconosciuto, ovvero docenti e personale scolastico.

Mentre alcuni insegnanti cercavano di capire le ragioni dei ragazzi, intorno alle 8 la dirigente ha detto che chi voleva poteva entrare, a cominciare dagli studenti delle classi prime. L’invito è stato accolto soltanto da pochi sparuti ragazzi, che sono entrati alla spicciolata, mentre la maggior parte è rimasta fuori a protestare.

Sono stati lanciati alcuni fumogeni e fatti esplodere petardi. Poi gli studenti hanno scavalcato il cancello principale, che finalmente è stato aperto. Dopo essere entrati per pochi metri nel piazzale, però, sono tornati all’esterno per continuare a manifestare, raccogliendo anche la solidarietà degli automobilisti in transito.

Ragazzi fuori e corpo scolastico all’interno: una situazione che, di fatto, si è trasformata in un’occupazione al contrario. Abbiamo provato a sentire la dirigente scolastica, che si è rifiutata di parlare se non per aggredirci verbalmente per aver scritto la notizia della protesta di ieri. 

Tra le note negative, qualcuno ha divelto la sbarra telecomandata che regola l’accesso alla scuola.

Le ragioni della protesta: «Vogliamo un confronto»

«Noi siamo qui per manifestare contro l’aumento del costo della vita e contro il fatto che l’Italia stia dando soldi al riarmo, invece di investirli nelle scuole e, quindi, nel futuro del Paese», spiegano gli studenti.

«Non avevamo intenzione di distruggere niente. Quelli che hanno danneggiato le cose non sono neppure della nostra scuola, sono infiltrati. Noi vogliamo semplicemente esserci ed essere ascoltati».

I ragazzi chiedono un confronto con la dirigenza e con il mondo scolastico. «Vogliamo avere un dialogo, non come ieri, quando alcuni di noi sono stati anche insultati. Vogliamo trovare un modo per confrontarci e comunicare con tutti, senza queste situazioni molto sgradevoli».

La protesta potrebbe continuare anche domani

La mobilitazione degli studenti dovrebbe proseguire anche domani. I ragazzi tornano su quanto accaduto ieri e sulla difficoltà di far sentire le proprie ragioni.

«Non siamo stati ascoltati per niente, da nessuno. Ieri, mentre cercavamo di spiegare i motivi della protesta e dell’occupazione, ci è stato impedito di farlo. Oggi ci sono queste reazioni».

Gli studenti prendono le distanze dagli episodi di danneggiamento: «Una reazione aggressiva è sbagliatissima e noi ci dissociamo totalmente. Ma succede questo per il semplice fatto che nessuno li sta ascoltando. E l’unico modo per farti sentire è questo».

Roncalli-Sarrocchi, studenti fuori dai cancelli: «Vogliamo essere ascoltati»

 

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