Studenti del Roncalli-Sarrocchi di Poggibonsi in cerca di dialogo tra proteste e proposte
POGGIBONSI — Dalle tensioni e dai cancelli sbarrati di ieri al confronto diretto di stamani nel piazzale della scuola. All'indomani della protesta che ha infiammato l'ingresso dell'Istituto "Roncalli-Sarrocchi" , gli studenti del Roncalli sono tornati questa mattina (venerdì 23 ottobre) a far sentire la propria voce, scegliendo però la via dell'assemblea per aprire un dialogo costruttivo con la dirigenza scolastica e il corpo docente.

La mattinata si è aperta con il controllo ai cancelli, rimasti rigorosamente chiusi per la stampa a cui è stato espressamente negato l'accesso, e con l'appello iniziale. Poi, tutti fuori nel piazzale, per discutere apertamente di ciò che non va e cercare soluzioni condivise, prendendo le distanze dai vandalismi e dalle derive aggressive che nei giorni scorsi avevano rischiato di offuscare le ragioni della protesta. «Ieri ha protestato qualcuno che non sa stare al mondo, noi vogliamo protestare in maniera pacifica», è il messaggio emerso con forza tra i banchi e ribadito nel corso della mattinata. Manifestare, ribadiscono i ragazzi, è un diritto fondamentale, ma va fatto con civiltà, aprendo le porte al confronto anche con chi la pensa diversamente e coinvolgendo i professori. E sono stati condannati apertamente gli atti vandalici di ieri dai quali gli studenti si sono dissociati.
Al centro del dibattito ci sono i problemi cronici che ogni giorno accompagnano la vita scolastica. L'elenco è lungo e tocca nervi scoperti: dall'odissea dei trasporti pubblici per raggiungere l'istituto, tema che richiede un fronte comune e costante con la Provincia per migliorare i collegamenti, fino al caro-vita generale che pesa sulle famiglie. Nel mirino degli studenti ci sono anche questioni strutturali e di gestione interna: dalle porte dei laboratori di meccanica da sistemare ai secchi posizionati nei corridoi per raccogliere le infiltrazioni d'acqua, fino alla cura delle aree verdi per rendere la scuola più accogliente.
Uno dei nodi più caldi è quello dei parcheggi. Gli studenti lamentano disagi e chiedono risposte certe: lo spazio attorno all'istituto è ampio, e la richiesta è di poter usufruire di aree dedicate, compreso uno spazio adeguato e sicuro per i motorini, su cui la dirigenza ha confermato interlocuzioni in corso con la Provincia.
Spazio anche al capitolo economico e agli 80 euro di "contributo volontario" richiesti alle famiglie. «Cosa ce ne fate di questi soldi?», è la domanda diretta posta da una studentessa. La dirigente ha spiegato nel dettaglio la destinazione dei fondi, legati al finanziamento dei progetti scolastici, ma con l'intenzione di destinare una parte all'acquisto di libri gratuiti per gli studenti in difficoltà economica e al supporto per le gite, ricordando però che ogni decisione spetta al Consiglio d'Istituto.
Per dare continuità al dialogo ed evitare che le istanze dei ragazzi si perdano nel vento, è stata annunciata una novità: la creazione di una "scatola delle idee" fisica, posizionata all'interno della scuola, dove gli studenti potranno depositare i propri bigliettini con proposte, segnalazioni e problemi da affrontare giorno dopo giorno. Un segnale di distensione e di voglia di fare squadra, per dimostrare che la scuola è un bene di tutti e che i problemi, per essere risolti, vanno affrontati insieme.

