21 Maggio 2026

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Terrorismo internazionale a Firenze: arrestato un 15enne, era pronto a colpire per il Daesh

Terrorismo internazionale a Firenze: arrestato un 15enne, era pronto a colpire per il Daesh

Ha violato la messa alla prova chattando con l'estremismo islamico e dichiarandosi pronto ad agire, tanto da richiedere istruzioni sui luoghi da colpire e attivarsi per la ricerca di armi. Con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, la polizia di Stato di Firenze ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in Istituto penale minorile nei confronti di un ragazzo tunisino di 15 anni. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale per i Minorenni del capoluogo toscano, Giuditta Merli, su richiesta del Procuratore Roberta Pieri, interrompe una rete di contatti radicali che il giovane aveva riallacciato immediatamente dopo aver ottenuto una revoca delle precedenti restrizioni.

Il minore, in Italia da poco più di tre anni, non era infatti un volto nuovo per gli investigatori. Già lo scorso ottobre era stato collocato in una comunità per la medesima ipotesi di reato. Successivamente, il 23 marzo di quest'anno, il Giudice per l'Udienza Preliminare lo aveva ammesso al regime di messa alla prova, disponendo la revoca della misura comunitaria.

Una libertà vigilata durata pochissimo: la svolta nelle indagini è arrivata grazie alla cooperazione di intelligence all'interno del Casa (Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo) insieme alle agenzie Aise e Aisi. La Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ha infatti segnalato alla Digos di Firenze che il quindicenne, già dal giorno successivo alla sua scarcerazione, aveva attivato nuovi profili social legati a un'utenza a lui intestata, ricominciando a interagire stabilmente con account affiliati allo Stato Islamico (Daesh).

Il monitoraggio costante, finalizzato a garantire la sicurezza pubblica, ha portato a una perquisizione lampo e al sequestro del cellulare del ragazzo da parte della Sezione Antiterrorismo. Dall'analisi dei dispositivi sono emersi i dettagli più inquietanti: i messaggi non solo confermavano l'adesione ideologica, ma mostravano la volontà esplicita del giovane di passare all'azione, con tanto di indicazioni ricevute dai propri interlocutori sui target da scegliere e un forte interesse per il reperimento di armi.

Nel disporre il trasferimento nel carcere minorile, il GIP ha evidenziato l'elevata pericolosità del soggetto, sottolineando come il quindicenne non abbia mai abbandonato l'ideologia radicale, portando avanti l'attività di proselitismo persino durante il periodo di messa alla prova. L'isolamento in istituto è stato ritenuto l'unico strumento idoneo a evitare azioni di grave violenza contro la collettività.

(Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in virtù della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità dell'indagato sarà valutata solo nel corso del successivo processo).

Il video contiene immagini visionate dal minore sul suo cellulare riferibili a volti di noti terroristi

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