18 Maggio 2026

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Newco e nuovo piano industriale per Atop: dalla crisi a ‘esuberi zero’

Newco e nuovo piano industriale per Atop: dalla crisi a ‘esuberi zero’

Niente più licenziamenti. La crisi si trasforma in opportunità e la vertenza Atop si chiude con il migliore dei finali possibili: nessun licenziamento e un nuovo piano di investimenti per il territorio. Il tavolo istituzionale della Regione ha sancito l'azzeramento totale dei 120 esuberi inizialmente annunciati dall'azienda del gruppo bolognese Ima, specializzata nella produzione di motori elettrici per auto nello stabilimento di Barberino Tavarnelle. La svolta arriva grazie alla nascita di una «newco», denominata Sintech, che assorbirà parte del personale affiancando la stessa Atop, la quale rimarrà comunque operativa nell'area fiorentina con progetti di ridimensionamento e successivo rilancio.

Il piano industriale presentato stamani definisce i dettagli di un percorso virtuoso iniziato lo scorso dicembre sotto il segno della responsabilità sociale d'impresa. Tutti i dipendenti coinvolti nella ristrutturazione hanno trovato una ricollocazione, aderendo al trasferimento presso altre realtà del gruppo Ima o all'assunzione nella neonata Sintech, presidiando così la continuità occupazionale a parità di condizioni contrattuali e salariali.

Soddisfazione profonda è stata espressa da Valerio Fabiani, consigliere per il lavoro e le crisi aziendali del presidente della Regione Eugenio Giani. Fabiani ha sottolineato come una situazione che rischiava di trasformarsi in un serio problema economico e sociale per la Valdelsa e l'intera Toscana sia diventata un modello di gestione intelligente delle criticità. Secondo il consigliere, l'arrivo della nuova realtà produttiva non solo consolida la presenza di un colosso come Ima sul territorio, ma dimostra che il dialogo e la condivisione tra istituzioni, aziende e organizzazioni sindacali possono tracciare un precedente positivo e un vero e proprio punto di riferimento per le future vertenze industriali.

La vicenda

Inizio Crisi (Ottobre/Novembre 2025): L'azienda aveva annunciato 120 esuberi (la metà della forza lavoro) a causa di una forte crisi, provocando la dura opposizione di sindacati e istituzioni che avevano chiesto l'apertura di un tavolo ministeriale.

La Svolta (Gennaio 2026): Grazie agli accordi raggiunti al tavolo regionale, è stato avviato un piano di ricollocazione e reindustrializzazione che ha permesso di evitare i licenziamenti.

Nessun Esubero: I 120 lavoratori coinvolti sono stati inseriti nel percorso di salvaguardia occupazionale, con il pieno supporto del sindaco David Baroncelli e delle istituzioni locali.

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