17 Agosto 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit. A accusamus cumque excepturi illum iste magni minus quaerat rerum tenetur voluptatibus!

aggressioni

Violenza su sanitari: OPI Siena e Toscana chiedono sicurezza

Condividi:
Violenza su sanitari: OPI Siena e Toscana chiedono sicurezza

 L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Siena, insieme agli altri OPI della Toscana, esprime pieno sostegno alla presa di posizione del Presidente dell’OPI di Prato, Gabriele Panci, dopo il grave episodio di violenza verificatosi nei giorni scorsi al Pronto soccorso dell’ospedale di Prato, dove un detenuto ha aggredito gli agenti che lo avevano in custodia e sono stati esplosi colpi di arma da fuoco.

Gli OPI della Toscana esprimono la propria vicinanza a tutti i professionisti sanitari in turno, agli agenti coinvolti e a tutti i pazienti presenti in quel momento nel Pronto soccorso, costretti a vivere una situazione di estrema tensione in un luogo che deve essere, prima di tutto, spazio di cura e sicurezza. Quanto accaduto a Prato non può essere considerato un episodio isolato. Nella stessa giornata, al Pronto soccorso dell’Ospedale Versilia, un infermiere è stato aggredito e colpito al volto con un pugno. Anche dal territorio pistoiese continuano ad arrivare segnalazioni di aggressioni ai danni del personale sanitario.

Episodi che confermano una situazione ormai non più tollerabile. Aggressioni verbali, minacce e violenze fisiche rendono sempre più difficile lavorare soprattutto nei servizi di emergenza-urgenza, dove infermieri e altri professionisti sono quotidianamente chiamati ad accogliere e assistere chiunque abbia bisogno di cure, spesso in condizioni di forte pressione. Anche nel territorio senese il tema della sicurezza degli operatori sanitari deve rimanere una priorità. Pronto soccorso, servizi di emergenza-urgenza e, più in generale, tutti i luoghi nei quali i professionisti entrano quotidianamente in relazione con cittadini e pazienti in situazioni di particolare fragilità o tensione richiedono misure di prevenzione, organizzazione e protezione adeguate. Come OPI Siena riteniamo fondamentale mantenere alta l’attenzione e rafforzare la collaborazione tra professionisti, Aziende sanitarie, istituzioni e Forze dell’ordine.

La violenza non può essere considerata un rischio inevitabile della professione sanitaria. Le cause di questo fenomeno richiedono un’analisi seria e interventi strutturali, attraverso il coinvolgimento della Regione Toscana, delle Aziende sanitarie, delle Prefetture, delle Forze dell’ordine, degli Ordini professionali e di tutti i soggetti competenti.

In questo quadro, gli OPI della Toscana richiamano anche la Legge 14 agosto 2020, n. 113, recante “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”, che ha riconosciuto la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela nei confronti di chi opera quotidianamente nei servizi sanitari. È necessario che ai principi e agli strumenti previsti dalla normativa corrispondano misure organizzative e di prevenzione realmente efficaci e concretamente applicate nei luoghi di cura. “Non dobbiamo aspettare che si verifichi un episodio – sottolinea Francesco D’Ambrosio, presidente dell’OPI Siena – grave per parlare di sicurezza. La prevenzione deve essere costruita prima, attraverso misure organizzative concrete, formazione, strumenti di tutela e una collaborazione stabile tra tutti i soggetti coinvolti. Un infermiere, così come qualsiasi professionista sanitario, deve poter svolgere il proprio lavoro senza considerare aggressioni, minacce o violenza come una possibile normalità della propria professione”.

Il sistema sanitario non può continuare a reggersi sulla disponibilità e sul senso di responsabilità di chi ogni giorno garantisce l’assistenza, sperando semplicemente che tutto vada bene. Proteggere chi cura significa proteggere il diritto alla salute di tutti. Servono misure concrete e coordinate affinché prendersi cura delle persone non significhi mettere a rischio la propria incolumità e affinché ospedali e servizi sanitari possano essere pienamente luoghi di cura, rispetto e sicurezza.

Forse potrebbe interessarti anche...