24 Maggio 2026

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Il ponte infinito di Bellavista: tra rinvii, burocrazia a rate e cittadini ostaggio dei disagi

Il ponte infinito di Bellavista: tra rinvii, burocrazia a rate e cittadini ostaggio dei disagi

Un continuo stillicidio. Che sa di navigare a vista e che da molti cittadini viene letto come un continuo, infinito, aggravarsi dei disagi.

Sono passati 5 anni, ufficialmente lo saranno il 25 settembre, da quando il ponte lungo la Cassia a Bellavista è stato chiuso per problemi strutturali. Da allora, la gestione di tutto è in mano alla Provincia di Siena. Si è passati per la sua demolizione, avvenuta il 3 settembre 2022, per la gara di appalto, per un ricorso al Tar e uno al Consiglio di Stato. E adesso, da quando è stato possibile pensare finalmente di partire con il cantiere, è un continuo scoprire nuovi cavilli. 

L’ultimo è quello di Rfi. Rete ferroviaria italiana. Soltanto dopo una interrogazione di Vivi Poggibonsi è emerso che, appunto Rfi, ha avanzato una richiesta di integrazioni documentali per l’emissione formale del parere definitivo, passaggio indispensabile per concludere la conferenza dei servizi per la ricostruzione del ponte di Bellavista nel Comune di Poggibonsi. Quasi come se ci si fosse accorti soltanto all’ultimo momento che sotto il ponte passa una ferrovia e passano treni il cui transito non può essere interrotto durante i lavori. A dicembre, invece, era stata la volta di approfondimenti geologici da parte della ditta che eseguirà i lavori. Indagine questa che si era conclusa a gennaio quando venne confermata per primavera la partenza delle operazione di ricostruzione del ponte.

Quello che non si capisce è perché approfondimenti e richieste vengano fuori una alla volta e non poteva essere considerato tutto quanto insieme. O se non altro perché la Provincia passi le informazioni con il contagocce con l’unico risultato di aumentare il disagio dei cittadini. Come non si capisce come mai i lavori non siano stati fatti partire, a quanto pare era possibile, anche con il ricorso al Tar ancora aperto dal momento che non era stata data la sospensiva.

Quello che non può essere tirato il ballo è l’esempio del ponte Morandi di Genova: in quel caso è stato ricostruito in tempi record andando in deroga alle leggi ordinarie in quanto considerato di interesse nazionale con una deliberazione del Parlamento. Non è questo il caso del ponte di Bellavista lungo la Cassia, non si può fare.

C'è poi da domandarsi se il tempo trascorso tra l'aggiudicazione della gara, avvenuta a maggio 2024, e l'effettivo inizio dei lavori non porti a dover anche rivedere i costi: nell'ultimo periodo infatti, tra inflazione, tensioni geopolitiche e guerre si è assistito ad un aumento di materie prime e prodotti. 

Quello che si potrebbe, invece fare, è mettere attorno ad un tavolo tutti i soggetti coinvolti nel progetto e costringerli ad affrontare i problemi da ogni punto di vista, tutti insieme. Non con questo continuo stillicidio.

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