È morto Massimo Verdiani, imprenditore e protagonista della vita economica e sportiva di Poggibonsi
È morto a 76 anni Massimo Verdiani, imprenditore di Poggibonsi e figura conosciuta e stimata nel mondo economico e sportivo della Valdelsa. Nato l’11 agosto 1950, Verdiani si è spento il 18 agosto dopo un lungo percorso di malattia che aveva affrontato negli ultimi anni. Lascia la moglie e un figlio.
Una vita nell’impresa di famiglia
Verdiani apparteneva alla seconda generazione di Aurora, storica azienda poggibonsese nata nel 1947 dall’iniziativa di tre soci e cresciuta negli anni fino a diventare una realtà affermata nel settore delle cucine e dell’arredamento. L’azienda conferma la propria origine familiare e il passaggio dei figli dei soci fondatori negli anni Ottanta.
Il suo nome è rimasto legato per decenni alla storia imprenditoriale del territorio. Parallelamente all’attività in azienda, Verdiani ha ricoperto incarichi nel mondo associativo e produttivo locale, tra cui quello all’interno dell’Api, l’Associazione delle piccole imprese, e al Centro Sperimentale del Mobile di Poggibonsi. Nel 2015, proprio su indicazione di Api Toscana, entrò nel consiglio di amministrazione del Centro Sperimentale del Mobile.
La passione per i motori e il rally
Accanto all’impresa c’era una grande passione personale: quella per le automobili e, in particolare, per il rally. Una passione vissuta anche attraverso esperienze nel mondo delle competizioni automobilistiche: negli archivi del settore compare infatti il suo nome tra i protagonisti di un progetto legato al karting e ai motori nato alla fine degli anni Novanta.
L’esperienza nel Siena calcio
Verdiani ha avuto un ruolo anche nella storia del calcio senese. Alla fine degli anni Novanta fece parte della dirigenza del Siena, seguendo in particolare il settore giovanile. Nel 1999 entrò nella compagine di imprenditori che rilevò la società bianconera e che affidò la squadra ad Antonio Sala.
Fu una stagione destinata a entrare nella storia del club: il Siena vinse il girone A della Serie C1 e conquistò la promozione in Serie B, tornando nella seconda categoria nazionale dopo 55 anni.
Verdiani aveva avuto rapporti anche con il calcio di Poggibonsi, dove aveva fatto parte della società durante la presidenza di Mario Volterrani.
Sei anni di battaglia
La sua vicenda personale degli ultimi anni era stata segnata dalla malattia. Nel dicembre 2025 Massimo Verdiani e la moglie Miriana Paolucci avevano raccontato pubblicamente il lungo percorso sanitario affrontato, ringraziando i medici dell’ospedale di Campostaggia e dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Il percorso aveva compreso interventi complessi, tra cui l’asportazione dello stomaco e, successivamente, dell’esofago con ricostruzione attraverso una parte dell’intestino.
In quell’occasione l’ultima Tac aveva dato una notizia positiva, con l’assenza di evidenza di malattia in atto, dopo cinque anni di cure.
A distanza di pochi mesi, però, la malattia è tornata a segnare la sua storia. Il 18 agosto Massimo Verdiani è morto, lasciando un ricordo che attraversa il mondo dell’impresa, delle associazioni di categoria e dello sport della Valdelsa.
La sua è stata una figura capace di muoversi tra fabbrica e associazionismo, calcio e motori, mantenendo sempre un forte legame con Poggibonsi e con il suo tessuto economico e sociale.

