Beat Festival, la seconda serata è di Tutti Fenomeni e Giorgio Poi: un festival che unisce le generazioni
di Giovanni Settefonti
La seconda giornata del Beat Festival nel Parco di Serravalle a Empoli si è aperta con l'ufficializzazione dell'annullamento del concerto di Tony Boy, una notizia già nell'aria tra i fan a causa delle recenti vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto.

Parco è sold out
La risposta del pubblico, tuttavia, è arrivata immediata e tangibile nei numeri: un parco completamente sold out e animato da un pubblico variegato, dalle famiglie ai più giovani, tra lunghe file agli stand street food, mercatini vintage e, sotto il palco, una platea gremita fin dai primi set.
Volpi apre le danze
A rompere il ghiaccio è stato Volpi, giovane artista emergente toscano che ha già fatto parlare di sé per il suo singolo "Piangere d'amore". L'artista riesce a scaldare il pubblico e a dare la giusta energia attraverso suoni "giovani e pop", preparando il terreno per la successiva esibizione di Giorgio Quarzo Guarascio, in arte Tutti Fenomeni.
Tutti Fenomeni, un live sincero e viscerale
Il live di Tutti Fenomeni si è rivelato sincero, personale e coinvolgente. Accompagnato dalle basi e dagli arrangiamenti tratti dal suo progetto "Lunedì" (il suo ultimo album), ha fuso synth-pop, post-punk e digressioni elettroniche, confermando l'evoluzione di un percorso artistico segnato dalle storiche collaborazioni in produzione con Niccolò Contessa e con lo stesso Giorgio Poi. La sua musica si è confermata un viaggio lirico d'autore: un'escursione tra satira sociale, citazionismo ermetico, spunti politici, romanticismo decostruito e persino digressioni sul mondo del calcio.

Giorgio Poi chiude in bellezza
A chiudere la serata, per molti l'ospite più atteso: Giorgio Poi, che ha composto un live tra le visioni del nuovo album "Schegge" e i suoi successi decennali. Il polistrumentista romano si è confermato uno dei profili più autorevoli e sofisticati della scena pop d'autore contemporanea.
Con pezzi capaci di evocare la tipica nostalgia di fine estate, Giorgio Poi ha instaurato una connessione profonda con la piazza. L'architettura del live ha messo in luce una straordinaria maturità d'esecuzione, frutto della sua già ben strutturata carriera artistica: ogni parola e ogni nota suonata da lui e dalla band che lo ha accompagnato durante il tour estivo non sono apparse casuali, ma frutto di un disegno estetico preciso e ponderato.
Un'esibizione di raro equilibrio formale che ha saputo rendere magico il finale di serata, ribadendo il ruolo centrale del Beat Festival nella geografia dei grandi appuntamenti estivi.
La festa continua fino a notte fonda
Spenti i riflettori sul palco principale, la festa non si è fermata. La serata è proseguita tra le varie aree del Parco di Serravalle e nei due palchi minori dedicati ai DJ set, che hanno fatto ballare il pubblico spaziando tra i generi fino alla chiusura, di fatto, alle 2:00. Un finale diffuso che ha confermato ancora una volta la formula vincente del Beat Festival: un'esperienza a tutto tondo capace di vivere ben oltre i grandi live.
foto @MartaPrati

