30 Maggio 2026

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“Scarpiera di nomi”: i versi potenti contro le morti sul lavoro

“Scarpiera di nomi”: i versi potenti contro le morti sul lavoro

di Yuleisy Cruz Lezcano

 

Scarpiera di nomi

 

Alcuni muoiono subito,
come lampi senza eco nel ferro,
interrotti nel respiro del giorno
che non fa in tempo 

a diventare ricordo.

Altri restano giorni bianchi,
su un letto sospeso tra due silenzi,
dove il tempo gocciola lentamente.

Il lavoro infila i nomi in una scarpiera,
li allinea come numeri senza volto,
corre, urla, chiama alla produttività,
e poi si volta dall’altra parte.

Molti uomini restano 

attaccati a una cannula,
a riempirsi di ore le vene.
Le famiglie imparano
la speranza che non sa 

dove trovare appoggio.

Il dolore chiude la ferita 

nella sua cicatrice,
la cuce con pazienza feroce.

Guarire non si può 

forse esiste un altro modo
di trattenere ciò che è stato strappato.

Il dolore appesantito da mille suture,
spinge dentro la carne il filo del tempo.

Nel peso c’è un appetito di luce,
una fame ostinata di ritorno.

La rabbia poi risolleva,
somiglia all’amore e resiste al vuoto.

 

Questa nuova rabbia ha un nome

Giacomo Pucci, 

non nel rumore della notizia,
nel silenzio che segue,

quando la fabbrica riparte.
Giacomo è un ricordo vivo

che non torna più al suo posto.

 

Questa poesia nasce come risposta di ascolto e memoria davanti a una morte avvenuta sul lavoro, quando un gesto quotidiano si interrompe e lascia dietro di sé una frattura che non riguarda solo chi se ne va, ma anche chi resta.

È un tentativo di dare forma al dolore senza ridurlo a cronaca, restituendo spazio all’umanità dentro un contesto produttivo che spesso assorbe tutto, anche i nomi. Attraverso immagini di lavoro, assenza e resistenza, il testo cerca di mettere al centro la vita spezzata e le conseguenze emotive che si propagano nella famiglia, nei colleghi e nella comunità.

La poesia è dedicata a tutti i lavoratori che hanno perso la vita durante il proprio lavoro e a chi continua a vivere il peso di queste assenze.

In particolare, è dedicata a Giacomo Pucci, giovane operaio scomparso a seguito di un incidente sul lavoro, alla sua famiglia e a chi lo ha conosciuto e amato, come segno di vicinanza e memoria.

 

 



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