25 Giugno 2026

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Falsi redditi da 400mila euro per rubare e riciclare auto di lusso: smantellata maxi cupola transnazionale da 1,5 milioni

Falsi redditi da 400mila euro per rubare e riciclare auto di lusso: smantellata maxi cupola transnazionale da 1,5 milioni

SIENA – Un'associazione a delinquere di stampo transnazionale, una ragnatela criminale strutturata su cinque livelli che vedeva coinvolti commercialisti compiacenti, prestanome e broker internazionali capace di fatturare raggiri per oltre 1,5 milioni di euro svuotando le società di leasing italiane per rifornire i mercati neri di Africa ed Est Europa con i più esclusivi Suv e berline di lusso.

C’è un’insospettabile e sistematica complicità di professionisti dietro la maxi operazione congiunta della polizia di Stato di Siena e La Spezia, coordinata dalla Procura di Bolzano, che ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per 41 persone (37 uomini e 4 donne tra i 32 e i 73 anni). Le accuse contestate a vario titolo fanno tremare: associazione a delinquere, truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato.

La genesi: quel "filo rosso" tra Anversa e la Mauritania

L'intera inchiesta ha preso il via nel febbraio del 2022 a seguito di una denuncia per appropriazione indebita sporta da una società di leasing alla Polizia Stradale della Spezia. Oggetto della denuncia: una Volkswagen Tiguan sparita nel nulla. Grazie alla cooperazione internazionale e alle competenze specifiche degli investigatori nel settore automobilistico, il veicolo è stato quasi subito intercettato dalla polizia belga nel porto di Anversa. Era già pronto per essere imbarcato su una nave cargo diretta in Africa, camuffato con targhe provvisorie francesi fittiziamente intestate a un uomo formalmente domiciliato in Mauritania. Da lì, analizzando due successive e sospette denunce di furto collegate allo stesso soggetto – e il sequestro in Algeria di un'altra vettura con il numero di telaio palesemente alterato – gli inquirenti hanno capito di non trovarsi di fronte a un semplice ladro d'auto, bensì a una holding del crimine strutturata e seriale.

La struttura piramidale: l'organizzazione in 5 livelli

L'indagine, che ha visto scendere in campo la Squadra Mobile della Questura di Siena insieme ai reparti della Polizia Stradale di Siena e La Spezia, ha scoperchiato una vera e propria piramide aziendale protetta da compartimenti stagni per garantire l'isolamento dei vertici e la continuità operativa. Cinque i livelli individuati dagli investigatori.

I Vertici: la mente strategica del gruppo, radicata principalmente tra la Campania e la Toscana, che pianificava i colpi e gestiva i flussi finanziari.

I Commercialisti compiacenti: l'anello cruciale della truffa. Professionisti senza scrupoli che confezionavano dichiarazioni dei redditi completamente fittizie – con cifre gonfiate fino a 400.000 euro annui – a beneficio di soggetti che non avevano alcuna reale capacità reddituale. Questi bilanci "fantasma" erano il presupposto indispensabile per superare i controlli di affidabilità delle finanziarie e ottenere i contratti di noleggio a lungo termine.

I Delegati al ritiro: soggetti incaricati di presentarsi fisicamente presso i concessionari per prelevare le vetture di alta gamma una volta approvato il contratto.

Gli Intestatari compiacenti (prestanome): teste di legno a cui venivano intestati i documenti fiscali alterati e i contratti di noleggio.

Gli Intermediari per il riciclaggio: broker e corrieri con il compito di piazzare i veicoli sui mercati esteri.

Il modus operandi e le rotte globali dello smercio

Il meccanismo era oliato e ripetitivo. Una volta che l'auto di lusso entrava nella disponibilità del gruppo, scattava la seconda fase: venivano presentate denunce lampo di finto smarrimento delle chiavi o di furto del veicolo per depistare i primi controlli. Subito dopo, le vetture venivano portate in officine clandestine dove si procedeva alla ribattitura del telaio e all'applicazione di targhe straniere clonate.

A quel punto iniziava il viaggio verso i mercati neri esteri attraverso due direttrici principali:

La Rotta Africa e Mediterraneo: i veicoli transitavano via terra verso la Spagna o Tenerife per poi essere imbarcati verso l'Algeria o la Guinea (Conakry).

La Rotta Est Europa: sfruttando il valico di frontiera di Tarvisio, i mezzi venivano consegnati ad acquirenti uzbeki, kirghisi, bielorussi, ucraini e polacchi giunti in Italia con voli dedicati. Gli investigatori sono riusciti a tracciare via satellite i movimenti di una sola BMW X6, ricostruendo una rotta impressionante: Polonia → Lituania → Bielorussia → Russia → Kazakistan → Kirghizistan. Ulteriori sequestri di vetture in transito sono stati eseguiti anche in Slovenia e in Serbia.

Il bilancio della Polizia: un bottino da emiro

I numeri complessivi dell'indagine restituiscono la portata colossale dell'operazione. Sono circa 30 i veicoli di lusso sottratti alle società di leasing e tracciati nel fascicolo d'indagine: un campionario di fascia altissima che comprende modelli premium di BMW, Mercedes, Audi, Jaguar, Land Rover, Maserati, Tesla e Volkswagen. Il valore economico stimato, calcolato per difetto sui soli beni interamente documentati, supera gli 1,58 milioni di euro.

Le perquisizioni, scattate contemporaneamente su tutto il territorio nazionale nei giorni scorsi, hanno permesso di blindare i riscontri probatori. L'attività investigativa transnazionale ha così smantellato un sistema criminale perfetto che per anni ha sfruttato i punti ciechi del noleggio a lungo termine, trasformando berline destinate alle strade italiane in valuta pregiata per i mercati illegali di tre continenti.