L’Empoli trema, Dionisi e Lovato senza filtri: "Troppa paura e poca fame, ora bisogna capire il momento"
di Lorenzo Castelli
A margine della sconfitta con la Juve Stabia, Alessio Dionisi ha parlato in conferenza stampa, analizzando la seconda sconfitta consecutiva dopo quella di sabato a Palermo. Zona playout che si avvicina pericolosamente, sono solo 4 i punti di vantaggio sulla Reggiana, che occupa l’ultima posizione valvole per i playout. Gara di domenica, proprio contro gli emiliani, che si preannuncia di vitale importanza. Una sliding door decisiva per la stagione dell’Empoli. Queste le parole di Dionisi in conferenza stampa.
L'analisi del tecnico: "Subentrata la paura, opportunità perse"
Sulla gara di oggi: “Noi dobbiamo capire il momento che stiamo vivendo. La prima vittoria di gennaio ci ha fatto credere che poteva ambire a qualcosa di più. Non è così. A me non è piaciuto neanche il primo tempo, infatti ho fatto due cambi. Magnino e Shpendi avevano speso abbastanza e non ero molto soddisfatto. Dovevamo ripartire con più intensità. Nel primo tempo abbiamo avuto delle occasioni che non si possono mangiare. Dopo l’intervallo mi aspettavo una reazione diversa. Non possiamo prendere due gol così. Il primo gol eravamo noi in attacco. Poi è subentrata la paura. Quindi bisogna pensarci prima. Questa squadra con la paura non rende. A Palermo avevamo poco da perdere, poi però i punti si possono fare, come con il Modena. Iniziano a essere tante le opportunità perse. Domenica dovremmo essere cinici, dobbiamo volerlo di più. Ovviamente anche io ne sono responsabile”.
I limiti degli azzurri: "Siamo piatti, serve maturità"
Ancora sui demeriti dell’Empoli: “Nel primo tempo non abbiamo avuto paura. L’atteggiamento era quello giusto, soprattutto nella fase difensiva. Ci è mancata l’intensità. Difendevamo bene, ma con la palla eravamo un po' piatti. Non abbiamo gente che salta l’uomo o che vince i duelli, per questo ci serve velocità, ad esempio rubando palla. Ma non avevamo preparato la gara solo attraverso questa soluzione. Nel secondo tempo è subentrata la paura, dopo il primo gol. Non vinciamo in casa da dicembre, non va bene. Ribadisco poi che il primo responsabile sono io. Quando non c’è maturità esperienza e tanti gol nei piedi, c’è bisogno di maggiore intensità. Oggi sono tanti i demeriti nostri”.
Il richiamo del Capitano: "Onorate la maglia"
In conferenza ha parlato anche Matteo Lovato, autore del gol del vantaggio e leader dello spogliatoio dell’Empoli. Questa la sua analisi: netto il richiamo alla responsabilità collettiva: “Nel primo tempo abbiamo fatto quello che abbiamo preparato. Poi loro hanno preso alcune contromisure. Ma in realtà abbiamo fatto un brutto secondo tempo. Siamo stati spettatori. Abbiamo bisogno di una reazione. Non si può perdere una partita in un momento così delicato, in casa. Manca quella fame che è fondamentale. In questo momento prevale il rammarico. Dobbiamo essere consapevoli della maglia che si indossa. Non è scontato giocare nell’Empoli. Qui non si può giocare un secondo tempo così. In una categoria come questa bisogna essere coesi, in certi momenti bisogna essere pronti. Giocare 45 minuti non è sufficiente. Voglio essere sincero, non dobbiamo nascondere nulla. La mia è un’analisi in generale della stagione, non solo sulla gara di stasera”.
