19 Ottobre 2026

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Cpia Poggibonsi, emergenza aule e liste d'attesa. La dirigente Riguccini: «Dall’Amministrazione indifferenza totale»

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Cpia Poggibonsi, emergenza aule e liste d'attesa. La dirigente Riguccini: «Dall’Amministrazione indifferenza totale»

POGGIBONSI — Un presidio fondamentale per la coesione sociale e l'economia del territorio che si trova, letteralmente, senza aule e spazi. È un grido d'allarme e insieme un affondo diretto alle istituzioni locali quello lanciato dal Cpia 1 Siena (Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti). Al centro dello scontro c'è la gestione degli spazi scolastici nel comune di Poggibonsi e il «muro di gomma» opposto dall'Amministrazione comunale.

Nadia Riguccini

«Non siamo la scuola degli ultimi: senza i nostri studenti l'economia della Valdelsa si ferma», sottolinea la dirigente scolastica Nadia Riguccini. «Siamo completamente ignorati, c’è un’indifferenza totale: la sindaca non si è nemmeno degnata di cercarmi o di rispondere alle nostre sollecitudini». 

I numeri del Cpia: tra eccellenza provinciale e liste d'attesa Il Cpia 1 Siena è un’istituzione scolastica statale complessa che conta complessivamente oltre 2mila studenti in tutta la provincia di Siena, diffusi su 23 punti di erogazione in 21 Comuni. Soltanto nel bacino della Valdelsa (che comprende Poggibonsi, Colle di Val d'Elsa, San Gimignano e i comuni del Chianti) si contano più di 550 corsisti.

Tra loro figurano 232 iscritti ai percorsi di primo livello (licenza media e primo biennio di scuola superiore) e centinaia di lavoratori stranieri impegnati nei corsi di alfabetizzazione e lingua italiana. Un bacino d'utenza in costante espansione che intercetta sia la forza lavoro impiegata nei settori trainanti del territorio — agricoltura, manifattura, edilizia e terziario — sia i giovani a rischio di dispersione scolastica provenienti dagli istituti superiori del comprensorio (oltre 30 i giovani riaccolti dal Roncalli e dal San Giovanni Bosco). 

Eppure, a fronte di una domanda in continua crescita, la risposta logistica del capoluogo valdelsano appare del tutto inadeguata. A Poggibonsi sono attualmente 553 gli studenti inseriti, ma vi sono già oltre 75 persone bloccate nelle liste d'attesa (61 solo a Salceto e 14 in via Vittorio Veneto) per la mancanza di aule e di organico. A queste si aggiungono le liste d'attesa di altri centri vicini come Chiusi (47) o Asciano (33), portando la saturazione a livelli critici in tutta la provincia. 

Aule inagibili, pioggia nei locali e le contraddizioni del territorio

Attualmente il Cpia dispone a Poggibonsi di sole 4 aule effettivamente utilizzabili al 100%: 2 nel plesso di via Vittorio Veneto (dove si trova anche una singola stanza di segreteria in cui convivono 7 persone in assenza di privacy) e 2 al primo piano della sede di Salceto. Al secondo piano di Salceto vi sarebbero altre 3 aule, ma risultano da anni inutilizzabili ogni volta che piove: «Ci piove regolarmente dentro, la struttura si allaga e siamo costretti a sospendere le lezioni. Lo abbiamo fatto presente più volte all'Amministrazione, senza alcun risultato». 

La stima del fabbisogno urgente per Poggibonsi è di almeno 10 aule complessive (4 già disponibili più 6 aule mancanti) per coprire i turni mattutini, pomeridiani e serali richiesti dai lavoratori e dagli studenti.

A far discutere sono anche le evidenti disuguaglianze nella gestione delle emergenze educative in città. Quando l'edificio delle scuole medie Marmocchi ha evidenziato problemi strutturali ai solai dell'ultimo piano, il Comune è riuscito a reperire nell'arco di una sola settimana ben 7 aule libere presso il plesso Pieraccini per risistemare gli alunni del Comprensivo 1. 

«Duole constatare che non vi sia la stessa sensibilità nei confronti dei nostri studenti, che per la maggior parte sono stranieri e adulti: lavoratori che non protestano e non hanno genitori che vanno a lamentarsi in Comune». 

Non solo: la dirigenza del Cpia evidenzia come nei medesimi spazi dell'IC 1 siano state concesse ben 4 aule all'associazione di volontariato Penny Wirton per svolgere lezioni individuali uno-a-uno per stranieri, mentre alla scuola di Stato vengono negate le strutture per classi collettive di 25-27 persone. Senza contare l'area dell'ex centro direzionale Palagetto: «Oltre 2.000 metri quadri di superficie coperta riqualificati a centro commerciale, quando almeno un centinaio di metri quadri adibiti a uffici avrebbero potuto risolvere definitivamente il problema della scuola». 

Richiesta formale alla Conferenza Zonale

Di fronte all'assenza di risposte da parte di Palazzo Comunale, il Cpia ha inviato formale documentazione alla Provincia di Siena e sollecitato la convocazione urgente della Conferenza Zonale per l'Educazione e l'Istruzione dell'Alta Val d'Elsa. 

L'obiettivo è portare la discussione a livello di distretto e individuare soluzioni stabili per la sede amministrativa e per le aule didattiche. La formazione degli adulti e la sicurezza linguistica nei luoghi di lavoro — portata avanti dal Cpia in collaborazione prima di tutto con la Azienda Usl Toscana Sud Est Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza luoghi di lavoro, e grazie al loro tramite poi con le aziende agricole — non possono più essere considerate un servizio di serie B.

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