04 Novembre 2026

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Abbadia Ardenga

La freschezza e l’eleganza dei vini di Abbadia Ardenga al 35° Merano Wine Festival

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La freschezza e l’eleganza dei vini di Abbadia Ardenga al 35° Merano Wine Festival

Freschezza, aromi, verticalità, struttura e tanta eleganza tutta da gustare. E’ il vino Brunello di Montalcino DOCG nell’interpretazione dell’Azienda Abbadia Ardenga che recentemente ha rivisto il brand e le etichette e che da qualche anno si è affidata alle mani enologiche sapienti di Paolo Caciorgna.

L’azienda sarà alla 35edizione del Merano Wine Festival, dal  6 al 10 novembre 2026, a Merano,  nell’area centrale servita dai sommelier. Inoltre, il 6 novembre Merano, alle 16:30, sarà palcoscenico, al Teatro Puccini, della premiazione dei Cult Oenologist The Visionary il riconoscimento dedicato ai migliori enologi italiani selezionati da Helmuth Köcher per essersi distinti nel panorama vitivinicolo italiano, tra loro Paolo Caciorgna che segue i vini di Abbadia Ardenga.

“Chiunque si soffermerà a degustare i nostri vini – fa notare Rosanna Zari, direttrice dell’azienda - incontrerà un Brunello proveniente dalla nostro miglior vigneto, sorprendente nella sua freschezza che racconta la storia di una Abbazia e della sua cripta che risale ai primi anni del 1000, di una Torre, di cui rimangono tracce e che contiene oggi la Cantina museo, dove nel 990 soggiornò l’arcivescovo di Canterbury Sigerico durante il suo viaggio di ritorno da Roma a Londra e dove anche Arrigo VII di Lussemburgo re di Germania e imperatore del Sacro Romano Impero, fece sosta nella zona trovandovi poi la morte nella vicina Buonconvento. La Torre si collocava sulla Francigena, ovvero l’arteria che dall’Europa accompagnava i pellegrini a Roma, un vero e proprio crocevia di strade, storie, uomini”.

 

Tornando all’azienda, la Cripta di cui parliamo è stata ritrovata nella Chiesa romanica di S. Andrea di Abbadia Ardenga, posta  a pochi chilometri dalla cantina museo, insieme a alcuni elementi di architettura dell’epoca. Si tratta di una cripta a sette navate di cui due occupano l’intera larghezza della Chiesa. Nelle volte vi è la presenza di una decorazione costituita da antichi motivi pittorici floreali, forse i soli esistenti in tutta la regione senese. Interessante è il campanile a vela trecentesco, le colonne piegate verso l’esterno della chiesa sono il particolare che incuriosisce appena varcato il portone.

“Le nostre radici – continua Zari - sono in questa grande storia, sono nel campanile con tre campane, davvero unico, che si trova presso l’Abbazia di Ardenga, parte integrante della nostra azienda, e che si racconta nell’etichetta del vino. Come i pellegrini che lungo la Francigena si recavano a Roma per guardare avanti, noi facciamo lo stesso, interpretiamo il vitigno Sangiovese in modo coerente con la nostra realtà”

Quali vini ci saranno a Merano. Ci sarà Brunello di Montalcino Vigna Piaggia 2021 che è il vino più rappresentativo dell’azienda, espressione del legame tra il Vitigno Sangiovese ed il territorio di Montalcino. Il terreno ricco di   galestro  e di sali minerali contribuisce a dare al vino gli aromi e la struttura che lo distinguono. Nasce da uve provenienti dal vigneto denominato Piaggia che gode di un’ottima esposizione e di eccezionali caratteristiche pedoclimatiche. E’ un vino di grande personalità ed equilibrio.

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