10 Giugno 2026

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Massa, chiede lo stipendio arretrato e viene picchiato dal capo: caos negli appalti della nautica

Massa, chiede lo stipendio arretrato e viene picchiato dal capo: caos negli appalti della nautica

Calci e pugni al posto del bonifico. È la brutale aggressione subita da un operaio dell'indotto nautico in Via Dorsale a Massa, "colpevole" unicamente di aver chiesto il pagamento delle mensilità arretrate di aprile e maggio. Un totale di 2.200 euro che il titolare dell'azienda ha tentato di liquidare offrendo appena 300 euro in contanti. Al rifiuto del lavoratore è scattata la violenza fisica, interrotta solo grazie all'intervento di due colleghi di un'altra ditta.

Il bilancio medico per l'operaio parla di contusioni multiple e una prognosi di sette giorni formulata dal pronto soccorso. L'episodio, avvenuto la mattina del primo giugno, riaccende violentemente i riflettori sulle condizioni di lavoro nella filiera.

La denuncia della Cgil: "Un comparto fuori controllo"

A raccogliere la testimonianza della vittima è stato il segretario generale della Cgil di Massa Carrara, Nicola Del Vecchio, che senza giri di parole definisce la situazione degli appalti e subappalti del settore nautico come "fuori controllo". Non si tratterebbe, infatti, di un caso isolato. "Già lo scorso settembre – spiega Del Vecchio – ho denunciato personalmente alla Guardia di Finanza le condizioni di grave sfruttamento subite da due giovani migranti. Parliamo di una realtà diffusa sul territorio: persone ricattabili, fuggite da contesti di povertà, costrette ad accettare turni degradanti, senza ferie, permessi o sicurezza, e persino obbligate a restituire parte del salario sotto minaccia."

Nei cantieri del territorio emergono dinamiche allarmanti. Zero diritti: Divise da lavoro a pagamento, totale assenza di formazione sulla sicurezza. Omertà forzata: Divieto di denunciare gli infortuni sul lavoro o di assentarsi per malattia. Minacce: Reazioni violente e intimidatorie a ogni ordinaria richiesta sindacale.

Scatole cinesi e debiti milionari: l'ombra dell'illegalità

Il sindacato punta il dito contro il sistema organizzativo delle ditte in subappalto, che spesso operano per conto dei grandi marchi del settore. Il meccanismo descritto dalla Cgil rasenta sistematicamente l'illegalità, configurando un danno non solo per i lavoratori, ma per l'intera collettività. Aziende "usa e getta": Società che aprono e chiudono a ritmi vertiginosi per sfuggire ai controlli, spesso intestate a prestanome o familiari. Costi scaricati sullo Stato: Milioni di euro di debiti accumulati con gli istituti previdenziali, con i lavoratori costretti a ricorrere al Fondo di Garanzia INPS per ricevere le spettanze. Il paradosso dei profitti: Mentre la filiera dei subappalti affonda nell'illegalità e nello sfruttamento, i grandi player della nautica continuano a registrare fatturati record e utili importanti.

In attesa del Protocollo in Prefettura

La Cgil ha da tempo avviato un'interlocuzione con la Prefettura per siglare un protocollo di legalità che vincoli le imprese committenti a farsi responsabili della filiera. "Siamo in attesa del nullaosta da parte di alcuni enti per la firma – conclude Del Vecchio – ma mentre si aspetta, continuano ad accadere fatti inquietanti. Serve un'azione congiunta e coordinata immediatamente."

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