10 Marzo 2026

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Cooperative Toscane al femminile: le donne sono il 61%, ma la sfida si sposta su salari e welfare

Cooperative Toscane al femminile: le donne sono il 61%, ma la sfida si sposta su salari e welfare

In Toscana la cooperazione parla donna, ma il traguardo della piena parità è ancora lontano. In occasione della Giornata Internazionale per i Diritti delle Donne, Fabrizia Fagnoni, presidente della Commissione Donne CooperAzione di Confcooperative Toscana, ha scattato una fotografia nitida del settore: nella regione, le donne rappresentano il 61% della forza lavoro totale nelle cooperative.

Un dato che supera la media nazionale e che conferma come il modello cooperativo sia percepito come più inclusivo e flessibile. Tuttavia, l'entusiasmo è temperato da una riflessione pragmatica: "Non dobbiamo sederci sugli allori" avverte Fagnoni, "perché il divario di genere continua a essere un problema anche nella nostra regione".

Oltre i numeri: un modello di partecipazione

Secondo la presidente, la massiccia presenza femminile non è solo una questione di quote, ma di visione aziendale. La cooperazione viene scelta perché offre strumenti migliori per la conciliazione tra vita privata e carriera, permettendo alle donne di incidere direttamente sulle strategie d'impresa.

Un appeal che attira anche le nuove generazioni, sebbene persista un deficit di narrazione: "Stiamo lavorando con le università perché il modello cooperativo non è ancora abbastanza raccontato come scelta imprenditoriale" spiega Fagnoni, sottolineando l'importanza di orientare le giovani professioniste verso questo percorso.

 

Fabrizia Fagnoni

Le ombre: Gender Pay Gap e Denatalità

Nonostante le cooperative guidate da donne mostrino una maggiore resilienza e propensione all'innovazione sociale, il sistema non è immune dalle storture del mercato del lavoro italiano.

  • Gender Pay Gap: Anche se più contenuto rispetto ad altri settori, il divario salariale resta un tema aperto.

  • Carichi di cura: L'Italia sconta il peso di una denatalità record. Fagnoni invoca una riforma del welfare che redistribuisca i carichi di cura tra Stato, imprese e famiglie.

"Celebrare l’8 marzo per la mia generazione è un dovere. Non è più una rivendicazione di diritti: è una necessità economica e sociale."

Le proposte per il futuro

Per consolidare il protagonismo femminile, Confcooperative Toscana punta su tre pilastri fondamentali:

  1. Parità di genere come asse portante del Piano nazionale dell’economia sociale.

  2. Politiche strutturali per la qualità del lavoro femminile.

  3. Welfare aziendale avanzato per combattere l'isolamento delle famiglie e delle lavoratrici.

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