30 Luglio 2026

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Trasparenza per Empoli: il nodo dell’accorpamento e la gestione politica del referendum empolese

Trasparenza per Empoli: il nodo dell’accorpamento e la gestione politica del referendum empolese

Accorpamento e gestione politica. Apprendiamo con preoccupazione che, nonostante il sindaco abbia chiarito che  nel  2026  intende  proporre  una  modifica  della  delibera  originaria  sulla  Multiutility, resta in piedi il rifiuto di accorpare il referendum comunale alle  elezioni regionali del 2025, rifiuto motivato con un parere ministeriale che lo  stesso sindaco ha pubblicamente definito non vincolante

Accorpamento

Questo  significa  che  la  decisione  di  non  accorpare  è  una  scelta  politica  pienamente autonoma, presa nonostante il parere ministeriale abbia il compito  di  evidenziare  alcune  complicazioni  tecniche,  agevolmente  superabili,  e  non  quello di costituire condizione per un divieto. Di fatto, si rinuncia a favorire  la  partecipazione  e  contenere  i  costi,  come  invece  prevedono  la  legge  e  lo  statuto comunale. 

È sempre  più  evidente  che  l’obiettivo  sia  evitare  l’election  day,  proprio  per  scongiurare  l’effetto  che  avrebbe  un’ampia  partecipazione: il  raggiungimento  del  quorum,  che  renderebbe il  voto  vincolante.  Così  facendo,  si limita  di  fatto  l’esercizio  della  sovranità  popolare,  che  l’Art.  1  della  Costituzione  affida  ai  cittadini venendo meno al compito che spetta allo stato di rimuovere gli ostacoli  che  limitando  la  libertà  e  l'eguaglianza  dei  cittadini,  impediscono  l'effettiva  partecipazione di tutti all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese - Art. 3 della Costituzione -. 

D’altronde, lo stesso sindaco ha dichiarato:

"Al di  là di questo,  il consiglio comunale non potrà  ignorare ciò che verrà  fuori dal referendum. Ma è certo che se dovesse vincere il sì, ci troveremmo  ad affrontare un processo molto complicato." 

Una dichiarazione che solleva interrogativi: il processo sarà complicato perché  si  vuole  rispettare  il  voto  dei  cittadini,  o  perché  bisogna  mantenere  gli  impegni già assunti a favore della Multiutility? In un momento in cui, dopo le  dimissioni della sindaca di Prato, Firenze non ha più una maggioranza solida  nella  governance  della  Multiutility,  e  si  affida  ad  Empoli  e  Scandicci  per  ricompattare  il  fronte  politico  a  favore  della  quotazione,  è  legittimo  domandarsi  se  le  difficoltà  evocate  dal  sindaco  riguardino  davvero  solo  la  complessità amministrativa o anche la tenuta degli equilibri interni tra i soci  pubblici? 

Comunicato stampa: Comitato Referendario “Trasparenza per Empoli”