Nuovo sciopero alla Vitap. Fiom: sindaco prenda posizione contro la disdetta
C'è stata una nuova ora di sciopero, stamani. Un nuovo presidio degli operai davanti ai cancelli della Vitap di Poggibonsi. La protesta è contro la decisione dell'azienda di disdire la 14esima mensilità. Quello di stamani è stato uno degli eventi dei dipendenti in stato di agitazione in attesa del prossimo incontro tra le parti previsto il 24 gennaio.
«Purtroppo rispetto all'ultimo incontro dove avevamo chiesto il ritiro della disdetta, il ritiro non è arrivato. E non non possiamo aprire una trattiva se questo non avviene», commenta perentoria Daniela Miniero segretaria generale della Fiom Cgil Siena.
«Manteniamo lo stato di agitazione fino al prossimo incontro. Si dovrà avviare la discussione per l'apertura di un eventuale ammortizzatore sociale, ma senza la disdetta non apriremo alcun tavolo», continua Miniero.
La Fiom segue due strade, una legale e quella sindacale
Non c'è soltanto sciopero e stato di agitazione nell'agenda della Fiom Cgil. «Tutti i contratti disdettati sono in mano ai nostri avvocati, non è detto che sia facile che si possa disdettare in maniera unilaterale una contrattazione che avanti da 30 anni. E Vitap lo ha fatto in maniera perentoria e senza confronto con le parti sociali» sottolinea al segretaria generale.
Questa è una linea, quella legale. Poi c'è quella sindacale. «È quella più importante. Se non ritirate le disdette portano ad un salario di ingresso diverso per i neo assunti. Purtroppo è diventato un modello imprenditoriale. Come alla Fantacci, dove siamo riusciti a farlo rientrare. Come alla Trigano dove sono presenti 5 fasce di salario», commenta Miniero.

Invito al sindaco a prendere posizione
Per questo «stigmatizziamo questo modo di fare e ci auspichiamo che anche le istituzioni locali possano prendere una posizione rispetto a quello che è diventato un malcostume valdelsano di fare impresa»
E, rincara Miniero, «chiamo il primo cittadino a prendere posizione su questo modello. Perché si colpisce il potere di acquisto dei cittadini della zona e questo ha ricadute su tutta l'economia del territorio. Non si può cercare di risolvere le difficoltà di una azienda facendoci rimettere i lavoratori». Per questo «la Fiom Cgil chiama il sindaco ad una presa di posizione».

