Colle, addio a Roberto Bertuzzi, la guardia del corpo di Berlinguer
Pubblichiamo la seguente lettera pervenuta alla nostra redazione.
Il consigliere Pd Francesco Cavalieri, che lo aveva invitato a presentare il suo libro alla Festa dell’Unità a Colle di Val d’Elsa, rievoca l’incontro con lo scrittore romano
Ieri ci ha lasciati Roberto Bertuzzi, il cui nome era strettamente legato al segretario del PCI Enrico Berlinguer.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo in occasione della nostra Festa dell’Unità di quest’anno, quando l’ho invitato a presentare il suo libro “Io, guardia del corpo di Berlinguer”.
Nel quarantesimo anniversario dalla morte del Segretario del PCI, infatti, abbiamo ritenuto fondamentale organizzare un’iniziativa in cui si parlasse del suo lato più umano, un aspetto di cui poco è stato scritto e raccontato.
Ho contattato Roberto tramite l’editore Aliberti e lui si è mostrato subito disponibile ed entusiasta di partecipare ad un’iniziativa da lui definita “popolare” come questa.
Il 30 agosto sono andato a prenderlo alla stazione di Firenze e, appena salito in macchina, il lato apparentemente “burbero” del suo carattere ha lasciato subito spazio a quello “burlone”. Roberto era una persona scherzosa ma dal cui sguardo traspariva il lascito di un passato combattivo e difficile, fin dai primi momenti della sua vita. Orfano due volte, perché allontanato anche dalla famiglia adottiva, aveva trovato finalmente la sua famiglia nel Partito Comunista e negli uomini della scorta di Enrico Berlinguer, di cui era entrato a far parte il giorno del rapimento di Aldo Moro.
Un aneddoto che mi sento di raccontare riguarda il momento in cui, in viaggio verso Colle, stavamo concordando le mie domande e i suoi interventi per la serata. Ad un certo punto gli chiedo se voglia dire due parole sul momento del malore di Berlinguer a Padova il 7 giugno 1984. Lui mi risponde che non lo farà in pubblico perché è un ricordo troppo toccante e commovente per lui, ma che sarebbe stato disponibile a farlo con me in privato. A quel punto però sono stato io a non voler rievocare in lui un momento così doloroso. Ecco, questo credo sia l’emblema del contributo storico e morale che Bertuzzi ci ha lasciato con il suo libro e con la sua testimonianza personale.
Con la sua scomparsa perdiamo tutto questo, ma anche il racconto di uno spaccato sociale della nostra Repubblica, una storia popolare troppo spesso trascurata ma fondamentale per le nostre radici storico-culturali.
Sottolineo ancora una volta la fortuna di averlo conosciuto e avuto a Colle alla nostra Festa dell’Unità, e con questo ricordo faccio il mio saluto, l’ultimo, a Roberto Bertuzzi.
Un abbraccio compagno!!!
Di seguito il reel pubblicato sulla pagina Facebook del Pd colligiano:https://www.facebook.com/reel/1224138558783151
