29 Luglio 2026

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Il ratto delle Sabine e le pagine di Natale

Il ratto delle Sabine e le pagine di Natale

Resto sempre stupito dalle capacità immaginifiche sull’interpretazione del testo che vengono mostrate dai commenti social. E sì che la parola per me è sacra, va scelta con cura, in modo che il significante esprima sempre e solo un significato preciso, tanto per ricordare Ferdinand de Suassure, che non è “Fernando il Sussuratore” ma il padre della linguistica moderna.

Il derby delle luminarie era una provocazione fatta utilizzando la figura retorica dell’iperbole. L'iperbole (dal greco antico: ὑπερβολή, "eccesso") è una figura retorica che consiste nell'esagerare la descrizione della realtà tramite espressioni che l'amplifichino, per eccesso o per difetto.

Come spiega Wikipedia, l'iperbole presuppone la "buona fede" di chi la usa: non si tratta infatti di un'alterazione della realtà al fine di ingannare ma, al contrario, allo scopo di dare credibilità al messaggio attraverso un eccesso nella frase che imprima nel destinatario il concetto che si vuole esprimere.

Infatti, il senso era proprio quello espresso da Chat Gpt: le luminarie sono belle a Poggibonsi come a Colle Val d’Elsa, le differenze sono solo diversi gusti personali.

E poi il pistolotto morale sul recupero del VERO senso del Natale, legato alla nascita di Nostro Signore e non alle lucine, ai mercatini o alla casina di Babbo Natale. Non se ne può più di tutto questo consumismo.

Iperbole e ratto, un modo per ridere insieme

Quindi, non c’era l’intenzione di fomentare le divisioni e raggiungere l’acme (diversa dall’acne) della contesa. Anzi, volevamo sgonfiare il panettone.

Così come era chiaramente un’iperbole il paragone, impossibile, fra il ratto delle Sabine dell’antica Roma con il cambiamento di nome della pagina sul Natale a Radicondoli, divenuta “per magia” di Colle Val d’Elsa. Nessuno voleva mettere in dubbio la legittimità del maquillage natalizio e il diritto dei proprietari della pagina a cambiar nome. Ci mancherebbe. Volevamo solo evidenziare un fatto curioso e anomalo che molto ha fatto parlare e anche, perché no, sorridere. Un fatto che aveva in sé una certa comicità e che poteva ben rappresentare questa iperbole, vostra in questo caso, sul significato del Natale, quasi diventato il terreno dove misurare l’efficienza e l’efficacia di un’amministrazione comunale.

Lungi da noi solo pensarlo. Era un pezzo di costume per ridere insieme. Le amministrazioni pubbliche si misurano su altro, non certo su quante lucine riescono ad accendere.

Quindi ci scusiamo con chi è sentito punto e chi si è offeso (ma di cosa?).

Buon Natale anche a chi minaccia querele (?). Ricordando che in italiano “ratto”, oltre che topo, vuol dire in senso arcaico (l’ultima volta è stato usato per le Sabine), rapimento e anche estasi. E le persone si possono anche rapire o possono andare in estasi, le pagine di Facebook si suppone di no. Sorridere allunga la vita e risparmia chili di bile.

Ringraziamo Chat Gpt anche per la graziosa immagine del ratto delle Sabine in versione natalizia che ci ha regalato.

Geronimo Merollo