Violenza e femminicidi, Silvio Ciappi conquista il Salone del Libro di Torino
Gente in coda anche per un'ora al Salone del Libro di Torino per poter partecipare alla presentazione Predatori scritto da Silvio Ciappi per Giunti editori. Tanta la gente che aspettava e molti non sono stati fatti entrare nella sala oramai strapiena dove si è parlato di violenza in generale e di femminicidi.
Predatori parla di come si “costruisce” un killer seriale, un predatore di vite umane. E si domanda cosa sarebbero diventati Jeffrey, Donato e altri feroci omicidi se qualcuno si fosse accorto del loro male profondo.
Come si legge nella sinossi del libro, ci sono persone che non riescono a sentire il loro dolore antico, ad ascoltare la loro sofferenza perché congelata in un vuoto abissale. Persone che hanno bisogno di vedere l’orrore e la sofferenza sul volto di vittime innocenti per risvegliare la “madre morta”.
Persone pronte a trasformare il loro narcisismo di morte, tutto l’odio rimosso che hanno dentro, in crudele violenza. Il male diviene la risposta a una mente incapace di sentire emotivamente il dolore e la morte. Predatori di vite umane per soddisfare un cieco bisogno di sangue.
Silvio Ciappi, poggibonsese, è uno dei più famosi criminologi italiani e uno dei primi studiosi a occuparsi di killer seriali e di criminal profiling. Espone il suo lavoro a diretto contatto con predatori e massacratori seriali. Oltre alle principali teorie, tecniche di indagine ed esposizione di casi viene esplicitata una inedita chiave di lettura psicopatologica e criminologica del fenomeno.




