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80 anni di storia di Poggibonsi nell'autobiografia di Paolo Marrocchesi

80 anni di storia di Poggibonsi nell'autobiografia di Paolo Marrocchesi

Ottant’anni di storia, dalla seconda guerra mondiale ad oggi, di una Poggibonsi e di una società che non ci sono più. È lo spaccato racchiuso in Le Radici con le Ali, l’autobiografia di un poggibonsese, Paolo Marrocchesi, intervistato da un altro poggibonsese, il giornalista Paolo Bartalini. Ne è venuto fuori un libro, edizioni Betti, che sarà presentato giovedì 16 maggio alle 17,15 presso l’hotel Alcide a Poggibonsi.

Il libro, con la prefazione di Stefano Zamagni, parte dalla nascita di Marrocchesi, il 31 dicembre del 1938, e nove mesi dopo, il 1 settembre 1939, l’Europa sarà teatro di una guerra devastante nella quale l’Italia entrerà in armi il 10 giugno 1940.

L'intervista inizia proprio con i ricordi di guerra, dei primi bombardamenti su Poggibonsi e del babbo al fronte. Marrocchesi non fa neppure in tempo a conoscerlo il babbo, che l’8 settembre 1943, mentre cerca di tornare a casa viene colpito e ferito gravemente fino a morire qualche settimana dopo.

La storia del libro diventa allora quella di un orfano di guerra, di storie familiari e di drammi. Ci sono i racconti degli stenti patiti nel dopoguerra, di chi ha vissuto il boom economico con dentro il vuoto per la prematura scomparsa del babbo. C'è la difficile vita nella ripresa post bellica, ma anche la comprensione dei vicini di casa. A quel tempo Marrocchesi abitava in via Marmocchi e si intrecciano gesti di solidarietà di paese, come quello che oggi si chiamerebbe co-housing. Gesti e azioni di, come si diceva, di una Poggibonsi e di una società che che non ci sono più.

Marrocchesi, la Dc, la politica e il premio La Pira

Quando Marrocchesi cresce, si avvicina prima all’associazionismo dell’Azione Cattolica, per poi passare all’impegno politico nella Democrazia Cristiana. L’intervista di Paolo Bartalini intreccia proprio questi aspetti con il lavoro, gli inizi nelle botteghe artigiane come “lustrino di mobili”. Fino a diventare prima impiegato all’Excelsa e poi del Monte dei Paschi con una assunzione iniziata dal livello più basso.

In sottofondo la politica si mischia alle vicende professionali. Vicino all’area di Amintore Fanfani, Marrocchesi si fa strada nella Dc locale, quando la sede era storicamente al Taglio. Con incarichi che lo hanno visto sedere in consiglio comunale e candidarsi nel 1983 alle elezioni alla Camera dei Deputati. Fino alla Fondazione del Centro Studi Giorgio La Pira con il quale ha dato vita al premio.

Marrocchesi ha avuto un rapporto speciale con il vescovo ausiliare di Siena, Montalcino e Colle, monsignor Fernando Charrier, caratterizzato da un legame umano e di amicizia che è andato oltre la comunanza di fede.

Nel percorso Marrocchesi è entrato in contatto con cattolici di frontiera, come Carlo Carretto, religioso dell’Azione Cattolica che poi si è ritirato in un eremo a Spello (Pg).
Il libro racconta, anche delle varie edizioni de premio La Pira, di Martino Bardotti (parlamentare democristiano poggibonsese) e di Enzo Balocchi, parlamentare Dc senese e presidente del premio.

L’intervista arriva ad oggi, al 2024 con Marrocchesi che prosegue il proprio impegno politico ed è candidato consigliere comunale a Firenze.

Le Radici con le Ali ha anche una appendice fotografica, postfazioni di vari personaggi, e una serie di interventi tenuti in varie occasioni da Marrocchesi che è stato anche vice presidente nazionale di Movimento Azzurro, associazione ambientalista di ispirazione cristiana.