29 Luglio 2026

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AVI Chianti, con l’emergenza lavorativa c’è anche quella ambientale

AVI Chianti, con l’emergenza lavorativa c’è anche quella ambientale

AVI Chianti, con l’emergenza lavorativa c’è anche quella ambientale.

La riduzione degli investimenti e l’eventuale chiusura dello stabilimento AVI Chianti di Amadori, potrebbe essere un vero disastro ambientale per il territorio. Difficilmente l’azienda che non vuole più investire in un sito produttivo, investirebbe per mettere in sicurezza un sito non produttivo, con tutte le peculiarità che già gli appartengono.  

Come è noto il sito opera grazie ad una complicata autorizzazione ambientale unica.  (AUA), che in passato prima di essere autorizzata avevaa ricevuto diverse richieste di integrazioni da parte della Regione Toscana, soprattutto per il recupero delle acque piovane, ed anche per lo smaltimento dei tanti rifiuti da macellazione (compresi residui delle piume), che l’azienda smaltisce attraverso complesso sistema interno al gruppo.

Chiediamo alla Regione Toscana ed ovviamente anche alla Provincia ed in particolare il Comune di Monteriggioni, di attivarsi quanto prima per la messa in sicurezza ambientale del sito, in tutte le sue fasi. Considerando che lo stesso necessita di un continuo lavoro di monitoraggio ambientale, in tutela soprattutto delle falde e dell'area boschiva vicina.  

Comunicato stampa Ecologisti Progressisti