29 Luglio 2026

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Sgozza un maiale per macellarlo, denunciato allevatore di Castelfiorentino

Sgozza un maiale per macellarlo, denunciato allevatore di Castelfiorentino

Ha macellato un maiale senza attenersi alle norme. Così i carabinieri della stazione Forestale di Empoli hanno denunciato una persona a Castelfiorentino titolare di un allevamento nella zona di Rio Morto.

Durante un servizio di controllo sul territorio, i militari notavano che in un allevamento di pecore e capre era in corso da parte di un uomo la macellazione di un maiale attaccato per le zampe posteriori ad una tettoia. L’uomo veniva identificato come il proprietario dell’allevamento. Sul posto erano presenti altri due soggetti.

I carabinieri forestali verificavano che il titolare non aveva effettuato la richiesta di nulla osta per la macellazione ad uso familiare. Come previsto dalle norme. Inoltre il suino non risultava registrato presso l’allevamento. Né aveva marche auricolari che permettessero di desumerne la provenienza. A supporto del controllo, i militari chiedevano l’intervento sul posto di medici veterinari dell’Asl di Empoli.

La norma prevede che gli animali destinati al consumo alimentare debbano essere macellati in stabilimenti riconosciuti. E che la macellazione ad uso familiare è una deroga, sottoposta a determinate condizioni, non rispettate nel sito controllato.

Il maiale macellato senza autorizzazione e senza rispetto per la sofferenza dell'animale

Infatti non risultava essere stato effettuato il preventivo stordimento dell’animale. E non era stata presentata la richiesta di nulla osta nelle 72 ore precedenti la macellazione a Oltretutto non erano presenti le condizioni igienico sanitarie minime. Tutti requisiti che devono essere dichiarati nell’atto autorizzativo.

I carabinieri forestali hanno quindi contestato al titolare dell’allevamento ed esecutore materiale il reato di macellazione clandestina.

Inoltre, non era stata rispettata la normativa di protezione degli animali durante la macellazione. Non era stato effettuato il preventivo stordimento previo lo sgozzamento. I carabinieri forestali hanno ritenuto che fossero state causate, durante l’uccisione, sofferenze non necessarie all'animale (taglio della gola con successivo dissanguamento). E hanno contestato anche il reato di uccisione di animale, sancito dal codice penale. Gli stessi reati erano già stati contestati all’uomo qualche anno fa.