29 Luglio 2026

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Zoe e l’ortica dell’Elsa per la svolta green di Albertina

Zoe e l’ortica dell’Elsa per la svolta green di Albertina

Studentessa al Modartech di Pontedera, si ispira alla maglierista colligiana per un lavoro di preparazione alla laurea in Fashion Design. I suoi campioni sono realizzati con filati di bamboo e di banano.

di Simona Pacini

Per Zoe Ermini, studentessa di moda, le creazioni di Albertina sono verdi come l’ortica che nasce sulle sponde dell’Elsa. Ed è proprio con la polvere dell’ortica raccolta lungo il fiume (bollita, frullata e cotta in forno), che Zoe ha colorato la copertina in carta di riso del lavoro scolastico a tema maglieria che la porterà a laurearsi in Fashion Design al Modartech di Pontedera.

Zoe, ventiduenne colligiana, frequenta il terzo anno dell’istituto universitario pisano, al quale si è iscritta dopo la maturità al liceo artistico fiorentino di Porta Romana.

«Ogni anno ci affidano la realizzazione di uno o due book in vista dell’esame finale - racconta -. Il lavoro sulla maglieria è solo una parte del percorso che chiuderemo con una Collezione vera e propria, come final project per la laurea».

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I book dello scorso anno erano dedicati, uno al Denim (“che io ho tinto con l’indaco”), l’altro, per l’esame di Stile, verteva nella realizzazione di un capo di abbigliamento in collaborazione con l'azienda pratese Comistra di Montemurlo. Il lavoro di Zoe è consistito in un abito in fili di lana realizzato con l’aiuto di carta idrosolubile e un trench decorato con ricami e mantella sempre in lana.

Lo sketch book dedicato ad Albertina è invece un collage di foto e disegni che descrivono il lavoro della stilista colligiana e allo stesso tempo lo reinterpretano. “Infatti l’ho intitolato Re/printing Albertina - spiega Zoe - perché parto dai suoi lavori, dalla sua attività di stilista, per creare qualcosa di mio”.

Zoe e la sua passione per materie e colori naturali

Zoe riprende il volume dedicato dal Comune di Roma ad Albertina in occasione della mostra Un filo di lana lungo 60 anni e ne riproduce il titolo, incollando sulle pagine un filo di lana sul quale ricostruisce le tappe della carriera della stilista i cui abiti sono esposti, accanto a quelli di Valentino e Coco Chanel, in una sezione del Metropolitan Museum di New York.

Sfogliare le pagine del quaderno è un’emozione continua. Zoe, che fin da piccola coltiva la passione per la manualità disegnando, ritagliando e incollando, realizza un’opera originale in cui la storia della maglieria si intreccia ai modelli di Albertina, riportandoli alla terra in cui ha iniziato la sua attività, Colle Val d’Elsa.

«Ho cercato di renderli in modo giocoso e graficamente originali, con ritagli, incolli, cucendo le pagine, inserendo foto e disegni».

Quel legame con la natura e l'Elsa

All’inizio di novembre in Santa Croce a Firenze si è tenuta la Fierucola delle arti tessili, un’occasione per trovare nuovi spunti per il lavoro sulla maglieria. È qui che Zoe ha conosciuto Baba-yaga, un’azienda che produce filati naturali utilizzando piante insolite come il banano, il bamboo e l’ortica.

«È stato allora che, pensando all’ortica, mi è venuto in mente il collegamento con l’Elsa».

Ogni pagina del quaderno dedicato ad Albertina è espressione dell’immensa passione di Zoe per i lavori manuali, la moda, la natura e la sua città. Nessun ritaglio di carta, disegno o filo di lana è utilizzato a caso.

Per riprodurre gli articoli su Albertina viene utilizzata della vera carta da giornale. Poi ci sono la carta Kraft, una carta verde riciclata, lo spago d’ortica. Tutti materiali che Zoe si procura on line. Una cartolina con il panorama di Colle Val d’Elsa è ripassata con Photoshop per armonizzare i colori originali con il verde ortica che lega l’intero lavoro, passando attraverso i toni caldi del marrone e del beige. Vere foglie d’ortica, la pianta che attraversa lo sketch book come un fil rouge, sono scannerizzate e ripetute in serie.

Il legame con la natura è un altro aspetto dello studio realizzato da Zoe, che riproduce le diverse lavorazioni a maglia (grazie alla collaborazione della zia) con i filati vegetali scoperti alla Fierucola, proiettando così la sua idea di maglieria verso un orizzonte più sostenibile.

Un lavoro certosino, dall'impronta artigianale marcata che esprime anche un notevole senso artistico.

Da Albertina a Zoe, il filo mai interrotto della moda di Colle

Ma come ti è venuto in mente di lavorare su Albertina, ne avete parlato a scuola?

«No, in realtà non la conoscevo affatto fino a poco tempo fa. Me ne ha parlato la mia mamma che aveva letto un articolo su di lei (pubblicato sul nostro giornale il 18 settembre nella rubrica Ri-Tratti ndr) ed è sembrata subito perfetta come protagonista del mio lavoro. In biblioteca poi ho trovato il libro pubblicato dal Comune di Roma in occasione di una mostra, ma mi sembra che a Colle di Albertina non se ne parli e non si conosca abbastanza».

E invece la passione per la moda da dove arriva?

«Mi è sempre piaciuto vestirmi in un certo modo, seguire le tendenze. Ma non ho potuto comprendere a fondo se amavo solo lo shopping o lavorare nella moda finché non mi sono iscritta all’università. Entrando in questo mondo, realizzando i progetti assegnati, mi sono appassionata sempre di più. E c’è da dire che i lavori scolastici sono molto impegnativi, ci sono tante cose da fare, studiare, scrivere, che spesso capita di non dormire la notte».

Per il lavoro su Albertina quanto tempo hai impiegato, un mesetto?

«Purtroppo ho avuto meno tempo a disposizione, contando diverse notti insonni. Ci ho lavorato mentre continuavo a seguire le lezioni a Pontedera, dove vado anche il sabato per un corso a parte in modellistica su borse e piccola pelletteria».

Qui gli altri personaggi della sezione Ri-Tratti di Simona Pacini.

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