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Rita Giannini, falegnama e aspirante modella

Rita Giannini, falegnama e aspirante modella

Da trent'anni lavora con presse e incollatrici, ma da qualche tempo coltiva esperienze nel mondo del teatro e delle sfilate

di Simona Pacini

Quando qualcuno, dopo aver conosciuto questa donna alta e slanciata, chiede a Rita Giannini che cosa faccia nella vita, lei risponde “la falegnama”. Lo dice con orgoglio e una certa sfacciataggine, tanto che tutti credono che sia solo una battuta.

E invece è vero. Da oltre trent’anni Rita lavora in un’azienda di falegnameria a Certaldo, la sua città, ed ha anche un ruolo di responsabilità.

«Mi ero licenziata da una ditta del settore scarpe dove non mi trovavo affatto bene», racconta Rita. «Dopo pochi mesi, casualmente, una coppia di falegnami, marito e moglie, prese in affitto un capannone di proprietà della mia mamma. Loro cercavano personale, io ero disoccupata. Così cominciò la mia avventura nella lavorazione del legno».

All’epoca anche la moglie del titolare lavorava con le presse e le seghe elettriche, mentre la figlia si occupava dell’amministrazione. La falegnameria, che all’inizio faceva anche cornici, ora si occupa solo di supporti per camper: fiancate, pavimenti, sportelli, tavolini.

Negli anni si è ampliata, trasferendosi in un capannone più grande. Ma Rita ha sempre mantenuto il suo posto.

«Siamo partiti in tre - continua - e siamo arrivati a una dozzina di dipendenti. Poi la crisi del 2008 ci ha decimato. Io sono sempre rimasta, anche nei periodi più bui. Ormai mi considerano una di famiglia. Ora ho un settore sulle spalle, l’incollaggio dei pannelli, i cosiddetti sandwich. Il titolare mi ha dato carta bianca e mi occupo di tutto: ricevo gli ordini e li gestisco fino alla consegna. Sono a capo di una squadra maschile, sotto di me ho due uomini».

E loro come vivono questa cosa…

Lasciamo perdere, vai - glissa Rita.

Il lavoro va bene?

«Dopo il Covid il settore del camper è letteralmente esploso. Le persone hanno riscoperto il piacere di viaggiare in libertà senza limiti imposti da altri. È uno stile di vita, sono stata camperista anch’io. E in molti si stanno avvicinando a questo mondo più di prima».

Fuori dalla fabbrica, dove porta come tutti scarponi antinfortunistica, guanti resistenti, tute e giubbotti da battaglia, Rita indossa con orgoglio abiti femminili. Minigonne, tacchi alti, stivali alla coscia, che spesso scambia con le due figlie, ormai grandi.

Come Alex, la protagonista di Flashdance…

rita

«In azienda sono vestita in un modo, niente trucco e panni da lavoro. Fuori ho voglia di esaltare la mia femminilità. Tante persone quando mi incontrano dopo avermi conosciuta in fabbrica si stupiscono».

È per questo che nasce il sogno di fare la modella?

«Diciamo che la colpa è di un’amica che ha un negozio di abbigliamento a Tavarnelle. E che qualche anno fa ha invitato me e Eleonora, mia figlia, a partecipare come modelle a una sfilata in piazza».

E dopo?

«Dopo mi si è aperto un mondo. Stimolata da mia figlia, Linda, l’altra che vive alle Canarie, nel maggio 2022 ho partecipato a un corso per modella over. Seguivo Valeria Sechi su Instagram (@vale_greymodel), una donna che si è reinventata dopo i cinquant’anni come modella. Prima faceva l’ambulante. Linda mi aveva consigliato di seguirla perché per me poteva essere fonte di ispirazione. Una domenica sera fece una diretta, era aprile dell’anno scorso. Disse che per la prima volta avrebbe tenuto un corso per mettere a disposizione la sua esperienza di vita, ospitando le prime otto che le avrebbero inviato un messaggio».

E tu lo mandi subito…

«Nell’incoscienza più totale. Poi a un certo punto lei comunica che ha raggiunto il numero stabilito e che il giorno dopo avrebbe inviato un’email con tutte le istruzioni. Il martedì, non avendo ricevuto niente, le scrivo per ringraziarla comunque, dicendo che speravo ripetesse l’esperienza. Nel caso sarei voluta rimanere in lista. E così scoprii che invece ero fra le prime otto, solo che c’era stato un problema con l’email e la mia non era arrivata. Il 22 maggio presi il treno e andai a Brescia. Fino ad allora non mi ero mai mossa da sola».

E come è andata?

«Nei giorni precedenti avevo l'ansia, ma ero convinta di voler fare quest’esperienza da sola. Arrivai il sabato mattina davanti allo studio di Valeria, dove realizza borse e cinture con materiale da riciclare. VipuntoZero è il suo brand, si trova su Instagram anche quello».

E le altre donne del corso?

rita

«Tutte normali. C’era quella magra magra e alta, quella piccina e in carne, di tutti i tipi. Non belle secondo i canoni, diciamo. Valeria sostiene che non bisogna essere particolarmente belle per fare questo lavoro. Magari a quest’età non sfili in passerella, ma fai pubblicità, ti chiamano a fare il pubblico in tv, o perché hai le mani belle. Insomma, entri in un giro di attività che offre diverse opportunità. Lei, per esempio, Valeria, che porta i capelli lunghi e grigi al naturale, appare nell’ultima campagna per uno shampoo con Chiara Ferragni. Poi ci indicò qualche nome di case di moda con cui collaborava, così che potessimo inviare le nostre foto. Il primo shooting me lo fece lei con il suo compagno fotografo. Furono proprio
due bei giorni».

E poi?

«Contattai Luca, un amico falegname con la passione per la fotografia, che mi fece il primo shooting serio. Con il book ho partecipato a un contest di Oliviero Toscani per una pubblicità sulla toscanità. In quell'occasione non sono stata presa, ma fui invitata come le altre alla serata della premiazione al teatro Verdi di Firenze».

Avrai altre occasioni in futuro…

«Quest’anno sono stata impegnata con un’altra attività oltre al mio lavoro e ho tralasciato il mondo delle modelle. Ma ci metterò mano di nuovo, anche solo per soddisfazione personale. Intanto seguo donne più adulte di me, come Sabrina Spirolazzi. Lei aveva un negozio di abbigliamento a Milano e si faceva pubblicità indossando i vestiti che vendeva. Anche lei è tra le donne che mi ispirano molto. E lo ammetto, un po’ ci sogno sopra».

Il 20 novembre Rita Giannini calcherà il palco del Teatro del Popolo di Castelfiorentino con uno spettacolo contro la violenza sulle donne, replicando l'esperienza della scorsa primavera, quando ha recitato, con la stessa compagnia di Lucia Baldi, in una pièce dedicata alla sensibilizzazione sull'autismo.

foto Luca Terrosi, Poggibonsi @imagocaptaest_photographer