08 Ottobre 2026

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stabilicum

Via libera definitivo alla Camera: ecco come funziona la nuova legge elettorale approvata dal Parlamento

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Via libera definitivo alla Camera: ecco come funziona la nuova legge elettorale approvata dal Parlamento

Con il via libera definitivo Montecitorio (227 voti a favore e 164 contrari) ha archiviato l'iter della riforma, ribattezzata "Stabilicum" dalla maggioranza e "Melonellum" dalle opposizioni. Il nuovo impianto normativo riscrive le regole della competizione democratica introducendo modifiche sostanziali rispetto al passato.

Una riforma che chiude mesi di intensi scontri istituzionali e parlamentari, aprendo a scenari inediti per la competizione democratica e l'architettura della cosiddetta Terza Repubblica.

Di cosa si tratta e gli obiettivi della riforma

La struttura della legge si fonda su un sistema proporzionale, pensato per rispecchiare fedelmente i consensi ottenuti dai partiti alle urne. Tuttavia, per evitare frammentazioni e assicurare stabilità agli esecutivi, è previsto un premio di maggioranza:

  • La soglia del 42%: Se una coalizione o una lista singola supera la soglia del 42% dei voti validi sia alla Camera che al Senato, scatta automaticamente il premio.

  • I seggi extra: Alla coalizione vincitrice vengono assegnati 70 deputati e 35 senatori in più, pescati da appositi listini bloccati presentati a livello circoscrizionale.

  • Il tetto massimo: È previsto un argine per tutelare i quorum costituzionali (ad esempio per le riforme della Costituzione o l'elezione del Capo dello Stato): nessuna forza politica potrà superare i 220 deputati e i 113 senatori complessivi. Se il 42% non viene raggiunto da nessuno, la legge resta un proporzionale puro.

Una delle novità più rilevanti riguarda il ritorno al voto di preferenza, assente da decenni nei precedenti modelli:

  • Capilista bloccati e 6 nomi in calce: Nelle singole circoscrizioni i capilista sono bloccati, ma subito sotto il simbolo e il capilista l'elettore troverà sei nomi già stampati.

  • Come si vota: Sarà possibile esprimere fino a tre preferenze barrando con una crocetta i nomi desiderati tra quelli presenti sulla scheda, in un meccanismo che richiama la logica dei quiz a scelta multipla.

3. L'indicazione del candidato premier

Lo Stabilicum introduce l'obbligo formale per ogni partito o coalizione di indicare il nome del leader che si intende proporre al Presidente della Repubblica come Presidente del Consiglio. Questa indicazione deve essere inserita obbligatoriamente all'interno del programma depositato al momento della presentazione del simbolo. Il nome, tuttavia, non comparirà direttamente sulla scheda elettorale e la norma richiama espressamente l'assenza di vincolo di mandato parlamentare e le prerogative costituzionali del Capo dello Stato.

4. Le soglie di sbarramento

Per accedere alla ripartizione dei seggi in Parlamento, le forze politiche devono superare sbarramenti rigidi: è richiesta una soglia minima del 3% su base nazionale per i singoli partiti, mentre per le coalizioni la percentuale sale al 10% (con un meccanismo di "ripescaggio" per la migliore lista interna rimasta sotto il 3%).

Dalla presidenza del Consiglio si sottolinea come la riforma restituisca centralità alla scelta popolare: "Ora gli italiani potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare", ha esultato la premier Giorgia Meloni subito dopo il voto.   

Dall'altra parte, le opposizioni fanno muro compatto e denunciano una forzatura democratica. Da parte del Partito Democratico, con la segretaria Elly Schlein, e del Movimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, si punta il dito contro una legge definita "salvapolitici", concepita — secondo i detrattori — per blindare la maggioranza sfruttando il timore del giudizio delle urne e penalizzando la rappresentanza.

 

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