22 Settembre 2026

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pressione fiscale

Istat, deficit al 3,1% e pressione fiscale al 42,9%: “L’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione”

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Istat, deficit al 3,1% e pressione fiscale al 42,9%: “L’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione”

L’Istat ha confermato i dati definitivi del quadro economico del 2025, fissando il rapporto tra indebitamento netto e Pil al -3,1% (in miglioramento rispetto al -3,4% del 2024, ma invariato rispetto alle stime di aprile). I numeri dell’Istituto di statistica mostrano un quadro di finanza pubblica rigido, caratterizzato da un rialzo della pressione fiscale al 42,9% del Pil e dal rinvio delle speranze del governo di un’uscita rapida dalla procedura europea per deficit eccessivo.

I rilievi dell’Istat evidenziano una crescita del saldo primario (l’indebitamento netto al netto della spesa per interessi), che sale a +0,8% del Pil rispetto al +0,5% dell’anno precedente. Contenuto anche l’incremento della spesa per interessi, salita del 2% ma in marcato rallentamento rispetto alla dinamica degli anni scorsi.

A fronte della tenuta del disavanzo, le entrate continuano a gravare su famiglie e imprese: la pressione fiscale complessiva si è attestata al 42,9% del Pil, registrando un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024.

I dati definitivi raffreddano le aspettative di Palazzo Chigi. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha commentato con rammarico il rinvio del rientro nei parametri del Patto di Stabilità:

“Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”.

CISL: “STRADA STRETTA, SERVE UN PATTO SOCIALE PER I SALARI”

L’ufficializzazione del quadro di bilancio ha riaperto il fronte del confronto con le parti sociali. Intervenendo a La7, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha evidenziato come la scarsità dei margini finanziari imponga scelte di investimento mirate.

“Speravamo di avere più risorse uscendo dalla procedura di infrazione”, ha evidenziato Fumarola. “A maggior ragione il libro verde per un patto sociale serve perché impresa e lavoro generano ricchezza; la strada è stretta, le risorse sono poche, quindi vanno finalizzate ai salari e alla bassa produttività”. La sindacalista ha concluso sollecitando una “grande assunzione di responsabilità” con interventi strutturali dedicati a “innovazione e formazione”.

 

Fonte Dire.it

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