12 Giugno 2026

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I dati choc di Oxfam: “In Palestina dal 2023 più vittime che nei 17 anni precedenti”

I dati choc di Oxfam: “In Palestina dal 2023 più vittime che nei 17 anni precedenti”

“Aumento esponenziale degli attacchi dei coloni e delle forze militari israeliane” a danno dei palestinesi, nel quadro di “un piano di pulizia etnica e annessione che dal 2023 ha causato oltre 46mila sfollati, la costruzione di oltre 925 barriere che impediscono la circolazione di 3 milioni di persone, un’ondata senza precedenti di violenza che ha causato oltre 1.200 vittime, tra cui quasi 270 bambini”: sono i principali dati contenuti in un report di Oxfam, che va ad aggiungersi a report delle Nazioni Unite e di organismi come Amnesty International che certificano la pulizia etnica nei Territori occupati.

A febbraio, l’Ufficio Onu per i diritti umani aveva scritto: “Gli attacchi intensificati, la distruzione metodica di interi quartieri e il diniego di assistenza umanitaria sembravano mirare a un cambiamento demografico permanente a Gaza”. Ieri, nel report ‘Cancellare ogni traccia palestinese’, Amnesty denuncia “il tacito o esplicito sostegno della comunità internazionale ai crimini israeliani – compresi il genocidio e l’apartheid”, oltre alla “pulizia etnica”. 

Oxfam rafforza queste accuse riferendo che “nei primi mesi del 2026 si sono verificati oltre 540 attacchi da parte dei coloni”, evidenziando che “negli ultimi 3 anni nella Cisgiordania occupata il numero di civili palestinesi uccisi dall’esercito israeliano e dai coloni ha superato il totale dei 17 anni precedenti, tra cui tantissimi bambini”. L’analisi impiega dati forniti dalle Nazioni Unite: “tra il 2006 e il 2022” riferisce ancora Oxfam, “le vittime sono state 1.036, tra cui 225 bambini, mentre solo dal 2023 ne sono state registrate 1.244, con 268 bambini rimasti uccisi. Ciò significa che, negli ultimi 20 anni, 1 uccisione su 5 ha riguardato un bambino, circa il 22%”.

L’ultimo è Sam Abu Haikal, neonato di 7 mesi ucciso dai soldati israeliani lo scorso 5 giugno mentre era in braccio alla mamma: il papà si era regolarmente fermato a un posto di blocco quando i soldati hanno aperto il fuoco, come mostra un video dell’ong B’Tselem, che sconfessa la versione dell’esercito, secondo cui il veicolo avrebbe “accelerato pericolosamente”.

Di contro, prosegue Oxfam, “nei primi 17 anni presi in esame, i coloni israeliani uccisi dai palestinesi sono stati 86, tra cui 12 bambini, mentre si contano 43 vittime, tra cui 10 bambini, tra il 2023 e il 2025”. Più in generale per l’organizzazione resta “chiara l’accelerazione del piano di annessione israeliano della Cisgiordania”.

Da gennaio a marzo “si sono verificati più di 540 attacchi da parte dei coloni, 33 palestinesi sono stati uccisi e più di 2.200 persone sono state sfollate. Sono state vandalizzate e distrutte più di 60 infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, tra cui condutture, sistemi di irrigazione e serbatoi d’acqua, compromettendo l’accesso all’acqua per ben 32 comunità palestinesi”. Inoltre, “negli ultimi tre anni in tutta la Cisgiordania sono stati sfollati con la forza oltre 46mila palestinesi, un numero record, se si pensa che nei 14 anni precedenti erano stati 13mila. Agli attacchi dei coloni si sono sommate sempre più demolizioni non solo di abitazioni, ma anche di condutture idriche, di ricoveri per animali, di frutteti e campi. L’anno scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha documentato oltre 230 attacchi a strutture sanitarie, distruzione di ambulanze, attacchi nei confronti del personale medico”.

C’è poi il tema delle “restrizioni imposte a ogni livello”: ad oggi in tutta la Cisgiordania (compresa Gerusalemme est) “sono state costruite oltre 925 barriere e nuove recinzioni che limitano, in modo permanente o ciclico, la circolazione di oltre 3 milioni di palestinesi, portando un danno enorme all’economia e alla capacità di sussistenza”, segnando anche “un aumento del 43% rispetto ai 20 anni precedenti, quando se ne contavano mediamente 647 in tutta la regione”.

Oltre a invocare l’intervento della comunità internazionale, il portavoce di Oxfam Paolo Pezzati chiede al governo italiano di “fermare il commercio con gli insediamenti illegali, accogliendo la proposta di legge presentata dai leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, nata grazie all’impegno di una coalizione di 20 organizzazioni della società civile, tra cui Oxfam, permettendo all’Italia di allinearsi così con quanto richiesto da tempo dalla Corte Internazionale di Giustizia”.

Infine, “chiediamo al Governo di cambiare posizione a favore della sospensione dell’Accordo di Associazione Ue-Israele, fino a quando non saranno rispettati i diritti umani”. Concludendo, Oxfam ricorda che in linea con il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024 (con cui la Corte ha dichiarato illegale l’occupazione del Territorio palestinese), “gli Stati sono obbligati ad adottare misure significative, tra cui il divieto di commercio con gli insediamenti illegali, l’interruzione del commercio di armi laddove vi sia un chiaro rischio di uso improprio e la revisione o la sospensione degli accordi commerciali e di cooperazione, qualora questi possano contribuire a violazioni del diritto internazionale”.

 

Fonte Dire.it