08 Novembre 2026

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Tomassino

"Il mansueto declivio": una poesia per denunciare le morti sul lavoro e difendere la dignità degli anziani

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di  Yuli Cruz Lezcano

 

Ho scritto questa poesia per sensibilizzare le coscienze e denunciare una cultura del lavoro che troppo spesso dimentica il valore della vita umana. Per ricordare che a settant'anni il corpo ha altri ritmi, che la forza diminuisce, i riflessi rallentano e l'equilibrio può diventare più fragile. Non è una questione di età anagrafica o di discriminazione, ma di tutela, prevenzione e rispetto della persona. La morte di Tomassino non deve diventare soltanto un'altra notizia destinata a essere dimenticata. Deve interrogarci tutti: istituzioni, imprese, sindacati e società. Il lavoro deve dare dignità alla vita, non diventare il luogo in cui la vita si perde.

Il mansueto declivio

 

A settant'anni il corpo 

non è più una macchina 

che obbedisce al ferro, al cemento,

all'altezza. È un orologio 

che ha imparato il silenzio, 

una campana che suona 

più lentamente, un ramo 

che conosce il peso delle stagioni.

La vecchiaia dovrebbe smollare l'uomo,

lasciare libera da certi doveri 

l'anima, 

libero il corpo di vivere 

in forme comode e vaghe, 

che non sono ancora tenebre, 

ma soltanto una luce diversa, 

più quieta, dove il tempo 

non pretende velocità.

Dovrebbe sciogliere le mani 

dalla fatica, non consegnarle 

ancora al rischio, non chiedere 

agli occhi di sfidare il vuoto, 

alle gambe di ignorare il tremore, 

ai riflessi di rincorrere un istante 

che talvolta precipita 

prima del pensiero.

A settant'anni il passo 

ha un'altra misura, i muscoli

custodiscono la memoria della fatica,

le ossa parlano una lingua 

più fragile, l'equilibrio 

diventa un ponte sottile 

tra la volontà di fare 

e il limite silenzioso della carne.

Eppure c'è ancora chi sale 

sulle impalcature, 

chi cammina sopra il vuoto, 

chi posa mattoni sotto il cielo 

come se gli anni non avessero 

lasciato traccia 

sul calendario del corpo.

A settant'anni un uomo 

non dovrebbe guadagnarsi il pane

mettendo in pegno la propria vita. Nessuna necessità dovrebbe 

spingerlo dove una caduta 

può diventare l'ultima parola.

 

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