29 Luglio 2026

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Le carte in tavola a Colle Val d’Elsa

Le carte in tavola a Colle Val d’Elsa

A questo punto sono tutti ai blocchi di partenza. Anche Colle Val d’Elsa ha il suo candidato dei partiti di Centrodestra. È, senza grandi sorprese, Angela Bargi già candidata 5 anni fa e sconfitta al secondo turno dall’attuale sindaco Alessandro Donati ma comunque capace di un buon risultato. Con la sua lista civica Siamo Colle e la Lega di Salvini, prese il 23% dei voti (2.673 colligiani la scelsero) contro il 38,8% di Donati (4.512), trovando al secondo turno altre mille preferenze. Alla fine, sia al primo che al secondo turno, circa 1.900 voti separarono i due contendenti.

È un’avversaria credibile di Vannetti e Pii, ma forse ci si aspettava un volto nuovo più importante.

Colle sarà davvero un’elezione al cardiopalmo. Perché fra i due litiganti (Csx e Cdx) potrebbe godere il terzo incomodo, quel Piero Pii uscito da Confindustria per dedicarsi, anima e corpo, alla competizione politica. In teoria, lui è l’erede di quel civismo che si riconosceva in Lodovico Andreucci (con Su per Colle e Lista Civica), oggi fuori dall’agone e cronista politico della Nazione per Colle e Casole (dove ha intervistato “in coro”, rispondono all’unisono!, due esponenti di Pensare Comune).

La lista che fu di Andreucci “Su per Colle” oggi è schierata proprio con Piero Pii. Che può contare anche su Monica Sottili, all’epoca candidata sindaco per 5 Stelle che in questa tornata elettorale non presenta il suo simbolo. In teoria, i civici di Andreucci e i grillini della Sottili valgono ben 3.500 voti (il 30% circa nel 2019).

Carte da giocare ed equilibri politici

Gli equilibri sono cambiati in Italia, ma alla fine non molto. Il cdx prende più o meno gli stessi voti (si sono solo spostati dalla Lega a Fdi), il Csx e 5 Stelle perdono qualcosa ma senza cambiare gli scenari. Alla fine, conterà molto la capacità di portare al voto chi non è andato alle urne l’ultima volta e chi saprà intercettare davvero il civismo.

Di sicuro a Colle uno dei 3 contendenti sarà accompagnato alla porta dopo il primo turno. Chi rischia di più?

Guardando i numeri del 2019, è una partita fra Pii e Bargi e questo spiegherebbe il tentativo dell’ex sindaco di Casole di chiudere in extremis un accordo con il leader della coalizione del centrodestra in Valdelsa, il senatore poggibonsese Michelotti, per correre insieme.

È comunque nell’aria una “santa alleanza” fra Pii e Michelotti per garantire un reciproco appoggio al candidato che andrà al ballottaggio con Vannetti. Proprio per questo, si vocifera che alcuni colligiani, non proprio entusiasti della liaison, stiano preparando una lista civica in appoggio ad Angela Bargi che vada a pescare nel bacino di centro e della destra moderata proprio per limitare il possibile sfondamento di Pii e garantirle il ballottaggio . Una mossa che però metterebbe a repentaglio il patto (ipotetico) fra Pii e Michelotti.

Poi c’è un’ultima riflessione da fare. Lo scenario politico, molto liquido, non è però cambiato nella sostanza a livello italiano. E a Colle invece? Quanto maggiore è l’appeal della destra con la Meloni al governo e con l’election day dove si vota insieme alle europee che, da sempre, ha un effetto trascinamento verso i partiti maggiori? Il dubbio che anche Riccardo Vannetti possa rischiare di non superare lo sbarramento del primo turno ha le sue ragioni di esistere. Ne vedremo delle belle.

Geronimo Merollo