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Beko, rebus reindustrializzazione per Siena: spunta l'ipotesi di tre nuovi soggetti per 153 lavoratori

Beko, rebus reindustrializzazione per Siena: spunta l'ipotesi di tre nuovi soggetti per 153 lavoratori

Nell’incontro tenutosi il 28 aprile al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come sindacati abbiamo  denunciato una situazione preoccupante nello stato di attuazione del piano industriale oggetto di  accordo il 14 aprile 2025.  
La Direzione di Beko, pur sostenendo di aver investito lo scorso anno 110 milioni di euro nelle  fabbriche italiane, ha comunque ammesso una difficile situazione di mercato, che ha comportato la  necessità di aumenti di capitale e che affonda le sue radici in uno spostamento dei consumi sulle  gamme più economiche, nonché su una concorrenza asiatica sempre più agguerrita. Perdura infatti  un pesante utilizzo della cassa integrazione, nonostante l’avvenuta realizzazione quasi in tutte le  realtà delle uscite volontarie incentivate pattuite lo scorso anno. 


Per quanto riguarda il sito di Siena, inoltre, a detta della Direzione di Beko, sono pervenuti nove  interessamenti. L’ipotesi che oggi è al vaglio consiste nella possibile compresenza di tre soggetti  diversi, che insieme potrebbero potenzialmente assorbire i 153 lavoratori rimasti dopo le uscite  volontarie. Come definito nell’accordo quadro il perimetro occupazionale di riferimento è di 229 posti  di lavoro. 
Come sindacati per gli stabilimenti del gruppo denunciamo il ritardo negli investimenti e il calo dei  volumi, che mettono a repentaglio la buona riuscita del piano. Inoltre denunciamo storture evidenti  nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali ( in particolare rispetto ai lavoratori con ridotte capacità  lavorative e ai white collar) dalla mancanza di una rotazione equa fra i lavoratori a una carenza nelle  operazioni di ricollocazione interna. Chiediamo inoltre, terminato il percorso di uscite incentivate, di  avviare un percorso di stabilizzazione dei lavoratori interinali ed in staff leasing presenti in tutti gli  stabilimenti. Al contempo, per Siena denunciamo l’incapacità nell’arco di un anno di individuare  concreti investitori. 


Alla Regione Toscana chiediamo di svolgere finalmente quella azione di promozione sul territorio  che nella sostanza è indispensabile per una buona riuscita del piano di reindustrializzazione di  Siena. Al Governo chiediamo di esercitare pressioni insieme al sindacato su Beko, affinché nelle  realtà italiane siano realizzati appieno i piani di investimento e le conseguenti assegnazioni  produttive. Inoltre chiediamo l’insediamento di un tavolo di settore per gli elettrodomestici, giacché  l’attuale situazione di mercato e di crisi energetica ne mette a repentaglio la stessa sopravvivenza. 


Occorre un intervento deciso e congiunto su Beko e sul settore del bianco per invertire una  situazione assai grave, che se non corretta porta al declino. Necessario la riconvocazione al Mimit  del tavolo di settore. 

 

Comunicato stampa Cgil

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