02 Aprile 2026

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Cultura della legalità. Gli studenti di San Casciano hanno incontrato Angelo Corbo

Cultura della legalità. Gli studenti di San Casciano hanno incontrato Angelo Corbo

“Sapete di cosa ha paura la mafia? Di tutto ciò che ruota intorno al mondo della scuola, delle persone che leggono, studiano, che si preparano ad affrontare il futuro con la sete di conoscenza, di coloro che possiedono un bagaglio culturale e sanno pensare con la propria testa…la scuola è una delle più alte espressioni di formazione ed educazione alla vita in cui si impara a mettere in pratica il valore delle relazioni e la cultura del rispetto, si acquisisce consapevolezza e si elabora un pensiero e una coscienza critica che ci permette di agire in maniera autonoma verso il mondo”.

Sono state queste alcune delle prime parole con le quali Angelo Corbo, ex poliziotto, agente di scorta di Giovanni Falcone, sopravvissuto alla strage di Capaci, che si consumò il 23 maggio 1992, ha catturato l’attenzione dei tanti studenti e studentesse dell’Istituto comprensivo di San Casciano presenti all’incontro pubblico, allestito nella sala del Cinema Teatro Everest di San Casciano. E’ stata la prima di una serie di iniziative pubbliche, introdotte dal sindaco Roberto Ciappi e dall’assessore alla Cittadinanza attiva Francesco Volpe, che il Comune di San Casciano in collaborazione con l’Istituto comprensivo diretto da Michela Ragionieri ha organizzato con l’intento di sensibilizzare la comunità ed in particolare le nuove generazioni sull’importanza di porre al centro della formazione individuale e collettiva il valore della legalità, contemplato nei tanti aspetti della quotidianità.

“E’ stato un evento toccante, pieno di emozione, arricchito dall’interesse dei giovani uditori – ha dichiarato il sindaco Roberto Ciappi – Angelo Corbo ha aperto il suo cuore agli studenti, ha ripercorso con coraggio le tappe salienti di questa drammatica pagina della storia italiana di cui ha fatto parte, suo malgrado. Stimolato dalle riflessioni condivise ed espresse dagli allievi, l’ospite ci ha donato la sua intensa testimonianza con l’obiettivo di trasferire la verità di ciò che accadde quel giorno poiché vissuto in prima persona, un giorno che lo avrebbe segnato per tutta la vita”. L’incontro pubblico ha destato l’interesse e la curiosità degli studenti delle scuole primarie e della secondaria di primo grado, accompagnati dalle loro insegnanti. Sono state numerose le domande poste ad Angelo Corpo dopo essersi preparati in classe.

“E’ un evento che abbiamo organizzato – ha aggiunto l’assessore Francesco Volpe - non solo per promuovere una conoscenza diretta della strage di Capaci ma anche per offrire un’esperienza profonda e un’occasione di dialogo sulle molteplici forme contemporanee che può assumere un atteggiamento ‘mafioso’ di sopraffazione tra i giovani e che si manifesta con la volontà di prevaricare, imporre il proprio pensiero, compiere gesti e azioni che si riconducono al fenomeno del bullismo, rendersi prigionieri dell’omertà”. Angelo Corbo era solo un ventenne quando la tragedia esplose davanti ai suoi occhi.  Non c’è giorno in cui non si chieda perché. “Perché io mi sono salvato e i miei colleghi non ce l’hanno fatta, - ha detto agli studenti - vivo perennemente con questo interrogativo che è diventato un inalienabile senso di colpa”. Le iniziative sulla cultura della legalità, promosse e organizzate dal Comune, proseguiranno fino alla fine di maggio.

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